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Direttamente da Zelig e dal suo Tour, ARIEL, alias Marco Marzocca, saluta RosetoSportiva.
Direttamente da Zelig e dal suo Tour, ecco a voi ARIEL, alias Marco Marzocca! Cliccate sulla sua fotografia per ascoltare il suo personalissimo saluto dedicato a tutti noi di RosetoSportiva. E' davvero lui!

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Grazie al sostegno diretto di RosetoSportiva e dei suoi amici, Janmo, JabonWilliam, Andreina, Panhnha e Peter, possono sperare in un futuro migliore!
Grazie anche a tutti voi... perchè ci siete vicini e ce lo dimostrate tornando a trovarci, sul web e durante le nostre manifestazioni. Continuate a farci sentire che non siamo soli, e noi continueremo con orgoglio a versare, anche a nome di tutti voi, la nostra piccola-grande goccia nel fiume della solidarietà...

Con affetto,
RosetoSportiva


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I bambini di Manina del Madagascar


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La Sfida del Secolo

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Anno 1980.
Una pallina batte sulla linea di fondo.
"OUT!"...l'arbitro di linea non concede dubbi.
Il fischio viene ratificato dalla sedia...
Sugli spalti, tra il pubblico, cala il silenzio.
La tensione si taglia come una lama.
Il sole, incerto e pallido, va e viene..
Ombre su Londra.
Sul campo in erba, umidita' e...pressione.
Da una parte...un atleta biondo, con una bizzara fascia sul cranio ed una impenetrabile impressione sul viso asciutto, rimane immobile, altero ed indifferente. Fissa - fisso...il terreno. Glaciale.
Dall'altro lato, un guanciuto monello mingherlino, petto rientrato e broncio infantile... con parimenti fasciatura e indimenticabile polo a "rigone" Sergio Tacchini (wow!), sembra scoppiare di rabbia, tutto arrossato e gonfio, non si da' pace...
Ansia e...secondi...si contano sulle dita tremanti. Tutto tace.
In quel mentre...
 

Nba News 2018: la nuova frontiera

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Un "valzer" di imprevedibili "trades" coast-to-coast... mai viste dai tempi di... Naismith!!?
A partire dalla bizzarra "richiesta" di scambio del nostro Kyrie Irving, che lo ha condotto alla storica corte di Red Auerbach (leggi... Boston Celtics!).. .una "svolta" piu' emotiva che tecnica... la Lega ha...  letteralmente "ballato" sui.,. suoi tacchi!!!
Di fatto, all'improvviso, e' come se si fossero svegliati da un.. .lunghissimo letargo, presidenti, managers, giocatori e loro entourages...insomma tutti...tutti insieme!!
E' cosi' che il folletto veterano Chris Paul ha salutato Rivers e soci, raggiungendo, in quel di Houston, Barba Harden...sposando il "sistema mentale" dantoniano.
Di li' a poco, dopo aver "bombardato" i restanti (venendo meno Paul...) amici Dwyane e LeBron e mezza Nba tutta l'Estate, "Carmelon" Anthony si e' accoppiato al George Paul invasato, per formare con il Mvp 2017 "sua intensita'" Westbrook, tra le praterie delle Great Plains...una delle "formule" cestistiche piu' sorprendenti!!!
 

Nba Conference Finals 2017!

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Da tradizione, RS commenta e racconta le vicende legate alle sfide definitive per il…Titolo Nba!!!
Innanzitutto, come dimostrato per l’ennesima volta dall’esperienza tecnica del nostro Mike D’Antoni ad Houston, memore soprattutto delle passate delusioni “al vertice” con gli spettacolari Phoenix Suns di Steve Nash, il fatidico ed ormai conclamato “Small-Ball” può risultare definitivamente …vincente (vedi, appunto “Titolo”!), pur in assenza di un asse “classico” (play-pivot) point-center, piccolo-lungo, solo e soltanto se si…”posseggono” fenomenali Leggende “che camminano”, rispondenti unicamente al nome, nel caso,  di LeBron James e…Stephen Curry!!! Con accanto “colleghi” non proprio “secondari” (vedi Irving o KD) in un sistema che sia “difensivo”, più che dedito esclusivamente a correre per il campo per…segnare punti!
Dico questo, proprio perché sembrerebbe che, con un “solista” con la palla in mano, fin dall’inizio dell’azione, come James Harden , non si può arrivare fino alla…gloriosa fine se, lo stesso, torna “passeggiando” nell’altra metà campo, ad osservare…gli altri! 
 

Nba Mvp 2017 !!!...a chi?

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A proposito dell’emozionante esperienza vissuta con la visita di Kareem a Pescara, voglio aggiungere una riflessione sensata e dovuta.
Di solito, la fatale e fortunata opportunità di incontrare, nella vita, un proprio “idolo” in persona, per di più adolescenziale, può trasformarsi in una profonda…delusione!
Ovviamente, per averlo “idealizzato” fin dall’infanzia, mitizzato mentalmente per decenni, può invece disilluderci e lasciarci svuotati emotivamente, dal momento in cui “lo viviamo”, lo osserviamo “dal vivo”…
E questo, proprio perché “persona” come noi, rivelandosi essere “normale”, seppure carismatico o dalla carriera famosa, con personalità, comportamento e atteggiamenti palesemente conflittuali, difettosi o “non ortodossi” ai nostri occhi…insomma “umano”, appunto, come può accadere per chiunque, per tutti!
Confermo, qualora ce ne fosse bisogno, che nel caso del signor Abdul-Jabbar, tutto questo…non è accaduto, deludendo magari idealmente più il caro professor Umberto Eco, autore dell’affermazione “sul mito” sopracitata…
Anzi, la sua figura, come scritto, si è ingrandita, rafforzata nella mia testa, la sua “aura” di leggenda ha raggiunto e superato quella di…”icona” universalmente riconosciuta, smentendo i noiosi e fastidiosi “luoghi comuni” che lo hanno accompagnato fin dall’esordio nella Nba, nel remoto 1969….
Tale effimero pensiero, mi porge, a mia volta, l’occasione di aggiungere una, diciamo ulteriore “considerazione”, soprattutto di questi tristi tempi, nei quali l’attuale generazione vive eventi tragici e dolorosi, fatti di cronaca agghiaccianti e traumatici…in una società alienante, completamente indifferente…
I miti, in questo caso, quelli prettamente “sportivi”, aiutano….a sognare e fantasticare, ci fanno “compagnia”, affiancandoci nella vita…di tutti i giorni, sostituendo o andando oltre tablet e social-media…
 

Nba Finals 2017: la legge della Baia!

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NBA Finals 2017
Ci ritroviamo a voler scrivere nella notte di…Gara 4 delle Finals, per l’inconsueta abitudine di…farlo prima e, soprattutto, meravigliarci… dopo!
Premesso, per quelli più giovani, che i falli “nel cilindro” del tiratore (alla…Pachulia….) sono, da un decennio almeno, prerogativa unica propria …degli Spurs di Popovich…dal furbo Horry (contro Rasheed e Nash…) al cinico Bowen (versus Kobe!), e che “No Big Tim No Finals!” rimanga il motto fino “a prova contraria”, non credo proprio che gli attuali Warriors avrebbero perso una serie, anche con la presenza dominante di Kawhi Leonard, che rimane un degno candidato per il…Mvp, comunque…
Aggiungiamo pure che i Celtics, nonostante l’Era del King, possa migliorare con alcune mosse di mercato, visto un gioco collettivo e fluido in assenza del leader Thomas, in cui hanno brillato le personalità di Bradley e Smart, con un Crowder fisico ed aggressivo, pensate solo a cosa sarebbero i Cavs con un “point-center” come Horford ed il duro carneade Olynyk…
Bene, si passa alle Finali…
 
 

Nba Playoffs 2017!

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In fase Playoffs, in cui atmosfera ambientale, approcci mentali e fisici alla gara, predisposizione difensiva a metà campo, scelte tecnico-tattiche e…”giochi” seccamente e inevitabilmente “diversi”, rispetto alla Stagione Regolare, decretano l’inizio di un…”nuovo Basket”, appunto più fisico, mentalmente devastante (per tempi e ritmi), “senza ritorno” per i risultati e “freddamente” legato alla capacità individuale di esprimere il proprio talento e l’immancabile “spirito di squadra” nei…momenti decisivi!
Tale riflessione, ci conduce direttamente ai più noti “luoghi comuni” riconosciuti al riguardo:
“…i veri Playoffs iniziano con la prima vittoria in trasferta di una squadra in una serie…” (vedi Riley…) ed il fastidioso condizionamento di un turno di qualificazione da parte di episodi negativi ed infortuni, sempre all’erta, come sappiamo bene da anni…
Ovvio che questo ricorrente “pacchetto” di elementi, cambi non solo la sorte tecnica delle squadre, ma anche e soprattutto, il nostro giudizio sulle prestazioni e lo sviluppo, in prospettiva, delle possibilità di vittoria finale o meno…
Superata la…noiosa diagnosi, buttiamoci negli…eventi!
 

Jabbar a Pescara: a tu per tu con la Leggenda!

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Abdul Jabbar
Nel primo pomeriggio di un sabato qualunque, un venticello fresco ed un sole pallido, accolgono due tipi, altrettanto “qualunque”, alla Pineta di Pescara…”Ti rendi conto, Giampiè?”, mi dice l’amico Nicola.
No, forse no. Ha ragione.
La fila di curiosi, giovani e meno giovani, attende all’ingresso dell’ex-Aurum, una struttura neo-classica ridipinta e ristrutturata all’uso, mentre un enorme addetto alla sicurezza sentenzia: 
“Credetemi. Hanno sottovalutato l’evento…nessuno si aspettava….1500 persone per lui!”
“Non esiste solo Michael Jordan, a questo mondo, o no?” –penso.
L’atmosfera è un po' grottesca e surreale, ed il sottoscritto identifica in “veri esperti “ e “fans appassionati”, solo coloro che, sotto i 30 anni, girano in “t-shirts” e caps della…Nba o dei…Los Angeles Lakers!
A quel punto, nella mia mente, ricominciano quei “flash-back” che mi tormentano da anni, riapparsi fin dalla mattinata in questione!
I Sixers contro i Lakers, i Lakers contro i Celtics, Kareem contro Moses, Kareem contro Parish, e così via…scorrono i filmati…e c’è sempre Lui!
 

E nonostante tutto siamo ancora vivi... :-)
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