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BASKET - NBA SHOTS
Ciao Wade...
Non avevo idea di come salutare i pochissimi ”naviganti” di onde/lettori, i miei presunti amici…ormai contati e, perfino, me stesso…
Perlomeno…pubblicamente.
Sogno ardentemente di rinchiudermi nella mia…stanzetta, con i miei ricordi, le emozioni e la passione, in parte pura…sofferenza, spesso, direi, per uno che segue, comunque da 40 anni, in ogni maniera possibile…il Basket Nba.
Tornare a…quando ero bambino, nel mondo innocente ed ingenuo della…fantasia, ove tutto poteva essere immaginato al servizio del sogno, pensando, fantasticando, disegnando e scrivendo…solo ed esclusivamente “per me”, a favore della mia labile mente ed a vantaggio della mia instabile salute psico-fisica.
L’occasione è arrivata, accompagnata dal cuore e da…vibrazioni adrenaliniche….
Come sempre.
L’attesa, pur inconsapevole, “premia”…comunque.
Dopo ben 16 anni, fantastici, incredibili, commoventi, “qualcuno”, laggiù negli States, pur restando in pienissima salute, abbandona definitivamente la “scena” dell’azione, salutando il suo mondo ed il suo pubblico, “Noi” che lo abbiamo seguito con trepidazione, fin dalla sua prima apparizione su di un parquet incrociato…
E’ dura constatare come, sia inevitabile, ma anche ingestibile emotivamente, il venir meno di una figura epica, “eroica” per le sue imprese e la sua innata capacità di andare…oltre, sì, di riuscire ad oltrepassare i suoi stessi limiti, mentali e fisici, grazie ad un …talento irripetibile, pari forse, e questo è già abbastanza “dimenticato”, ad un…Michael Jordan dei bei tempi!!!
Per non parlare del suo…Carisma, impareggiabile anche per la Nba, dove “tutto e tutti” sono…fin dal 1946, sopra “le righe”, speciali, ideali, modelli unici, insomma…“super” per…l’immaginario collettivo che producono!!!
Ebbene.
“The Closer”, identificato mediaticamente da Shaq O’Neal come…“Flash”, per la sua allucinante esplosività sul campo, 100 chili esatti lungo scarsi 1 e 92 cm. di un Afro sopravvissuto alle sparatorie tra “gang” nel ghetto di South-Chicago, negli anni ’80, con padre sfuggente dopo 4 mesi dalla sua comparsa su questo mesto mondo, ed una madre intossicata da droga di strada ed alcool di pessima fattura, insegnerà ben presto, sin dalla Richards High School, a se stesso ed al prossimo…una ancestrale lezione “esistenziale”, unica e personale:
“…sopravvivere è solo l’inizio, lottare si può e…alla fine, si può desiderare il meglio!” 
Un motto iniziale, da me sintetizzato, che in seguito, come sempre lui indicherà, evolverà in uno ancora più marcato e…sepolcrale!
Julius Winfield Erving II, la Leggenda di “Doctor J”.
Il “primo” (insieme ad…Elvis!) a…sconvolgere la  mia giovane ed innocente esistenza.
“The Poetry in Motion”, il Re Supremo del Carisma e dello Spettacolo.
Così, tutto, iniziò…nella mia testa.
Con tanto dell’indimenticabile Moses, “Big Mo” Malone, affianco…
Quindi, “Sir” Charles Barkley, “un ciccione basso e pelato” che volava e dominava l’intera Lega, in cui addirittura mi identificavo, fisicamente ed emotivamente.
I miei “canoni” visivi, estetici e sentimentali, “si “trasformarono”, con l’avvento di una…scheggia completamente impazzita, “The Answer”, negli Anni Novanta:
il “puro istinto” cestistico, fuso al talento fantascientifico e la “natura”, appunto folle e liberamente “anarchica”, alla…Dennis Rodman per capirci, trovarono una ulteriore…”sintesi” in un folletto di 178 cm. uscito fuori, non si sa come, dal remoto asfalto bruciato di Hampton, Virginia, con tutto il suo imprevedibile potere:
Allen Ezail Iverson, la immediata “risposta” a tutto ciò che…condanni e rifiuti in uno “gnomo colorato”, incolto e…criminale!
L’immaginazione irrefrenabile trovò poi, “sfogo”, nella logica “irrazionalità” a “tutto-campo” del “profeta dell’impossibile” su un campo da basket, un altro inaspettato “tizio”…sbucato dal Nulla dello sport di strade, laggiù, sulla Bay Area!
Grosso come un “defensive back” della Nfl, ma rapido e incontrollabile al pari di un…velociraptor (!?) moderno, mostrò al mondo intero come fidarsi della propria precoce e naturale fantasia, al di là di stereotipi e regole predefinite:
Jason Kidd, un “Genio” prestato alla pallacanestro…dall’Arte Contemporanea!!
Ecco, questo era il..”passato emotivo” del sottoscritto.
Prima dell’Anno di Grazia…2006.
Nel frattempo, la mia insensata memoria, tornò sul “personaggio” primitivamente, nel senso della “scoperta” cestistica della Nba Anni ’80, classicamente reputato troppo antipatico, e freddo “anti-Doctor”…per i miei puberali gusti:
quel…Larry Joe Bird, le cui gesta e la cui mitica figura, stavano per tornare prepotentemente nella mia sensibile Storia “critico- cestistica”.
Larry mi soggiogò…nei miei 40 anni e passa, persuadendomi, nel mio ottuso scetticismo, di “non aver ben compreso” da ragazzo, di essere stato “inconsapevole” per oltre 20 anni, incapace, in precedenza, di percepire la sua “Grandezza”, indiscutibile, e di conseguenza, quindi, riuscire a “catturare” la sua cosiddetta “Legacy” solo nella piena maturità raggiunta,  a fatica.
Cosa, dunque, accadde?
In una di quelle serate estive, calde e tese, innanzi alla TV, vidi avverarsi nel concreto, quell’ importante proverbio per noi viventi, pre-annunciato:
“L’importante, nella Vita,  non è come colpisci e vinci, ma come sai resistere ai colpi…e rialzarti, per finire la battaglia!” …di “Rocky Movie” -memoriam.
…che, si potrebbe anche “riassumere”, nella….”capacità, da parte di ognuno di noi, di resistere…ai problemi e gli ostacoli, per tornare ogni volta, più forti di prima!”
La ben nota…resilienza, la reazione ad una inattesa sconfitta, ad una…umiliazione, o peggio, ad un definitivo…fallimento personale!!
Sotto 2-0, contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, nella Finale Nba del 2006 suddetto, e di ben 13 punti nel quarto-quarto di Gara 3, in casa, i Miami Heat di coach Pat Riley, Shaquille O’Neal, Alonzo Mourning ed appunto…Lui (!), il nostro beniamino, sono evidentemente…spacciati!!
Il sottoscritto, non nota “margini di miglioramento”, una “scintilla” qualsiasi sul campo, ma un non-ritmo di gioco, piatto e ristagnante, grazie al quale Jason Terry bombarda da Tre e… “Wunderbar” Dirk troneggia, con i suoi 30 punti in ogni modo.
Ennesimo “time-out” di un disfatto Riley, disperato, teso, soffocante.
…qualcuno, dietro la panchina, ascolta una sola frase:
“I’m not going…down like this!” (Urla, digrignando i denti…
“Io non vado giù…in questo modo - (così)!!!”)
Chi la pronuncia?
Il “tizio”, carismatico, dagli occhi penetranti da “orsetto”, la fiera postura e la maglia Heat….numero 3, rientra in campo con lo sguardo…invasato.
E così…fu. 
L’atleta in questione si trasformò, in pochi secondi, letteralmente in una….belva selvaggia!!! Senza alibi…senza scampo.
Nessuno se lo aspettava, niente e nessuno, da quell’istante, riuscirono a…fermarlo!!!
Mai vista una cosa del genere…
“In quei momenti, Lui decide di non accettare l’imminente sconfitta, e da’ tutto quello che ha…trascinandoci di peso!” -dirà lo stesso coach…
12 punti in…6 minuti, tra stratosferici balzi ed improbabili “mid-jumper”, una aggressività mista a esplosività -illimitate, ben…42 cucuzze alla fine!
E come, il veterano Gary Payton, poteva sbagliare l’ultimo tiro dalla media, quello della…staffa, dopo una tale prova “monstre”, al posto suo??
Quel “clutch-player” immarcabile, aveva imposto il suo talento, la sua volontà di reagire ed imporsi, per cambiare…la “sorte” sua e di tutti i suoi compagni!!!
Oggi, molti hanno dimenticato o non c’erano….affatto!
Io, però, ho visto! E ricordo ogni cosa…
Pure la rimonta in Gara 4 e 5, e la gloriosa Gara 6 a Dallas, quando, con 6 stoppate di ‘Zo Mourning e l’ultima zampata del “nostro”, Miami conquistò il suo Primo Titolo!!!
Provai sensazioni fortissime, sussulti pazzeschi e…ripensai all’era favolosa di “Doctor J”, con l’adrenalina a mille, ben al di là dei suoi 35 di media, per lo spettacolo e la potenza espressa in quella incredibile “performance”, da un nuovo e sorprendente “campione”, il quale, per la critica annichilita, trovava un paragone “possibile” solo e soltanto con sua Maestà…MJ, tornando indietro nel tempo, al Jordan dei 6 Titoli, “dominante ed inarrestabile”!!!!
Si potrebbe, come sul Web, frettolosamente esaltarne il “peso” sulla Storia Nba, con l’esauriente collezione statistica, tra ben…3 Titoli Nba in 5 Finali, 13 “All Star Games” con il MVP a “tripla/doppia” del 2010, 8 “All Nba” e 3 “Defensive Team”, a cui aggiungere il trionfo Olimpico 2008 di Pechino, con “Usa Team”!!!!
A quel trionfale “MVP Finals”, si potrebbero aggiungere le fantastiche Stagioni 2008/09  a suon di 30 di media, le 4 Finali consecutive tra il 2011 ed il ’14, la “leadership” smisurata sui compagni e la “presenza” incommensurabile sul parquet…
Ma in quei giorni, vi ripeto, compresi che “solo lui” poteva prendere palla e andare al ferro, ogni volta che lo volesse, non avevo mai visto dominare una serie a quel “modo”, tranne forse il colossale Shaq, e soprattutto alle sue condizioni di partenza, con quel fisico e quelle risorse a disposizione, bisognava essere…LUI e solo LUI, esclusivamente!
Non esagero affatto.
Fu…elettrizzante, ad oggi, appunto…commovente.
Wade
So che molti sul pianeta…hanno provato le mie stesse emozioni , grazie a Lui.
Nella medesima settimana, in cui si celebra anche il Ritiro del grande Dirk Nowitzki, pluri-MVP con 14 partite delle stelle, 6° Marcatore di Ogni Tempo alla 21a Stagione con i suoi amati Mavs, una delle Leggende che rimarrà nel Futuro, forse il più forte giocatore “Europeo” di Sempre, io voglio semplicemente omaggiare la Storia da Brividi del miglior amico di LeBron James nella vita, uno dei “Banana Boat” con CP3 e ‘Melo, fortunato grazie ad una vita “perfetta” da lui definita, grazie alla adorata Gabrielle, i tre figli, milioni di “fans” pazzi tuttora di lui, Miami ai suoi piedi ed un cotanto “Alfiere”…Udonis Haslem, anch’egli al “canto del cigno” finale!
“Avrò bisogno di una…terapia psichiatrica!” -conclude sarcasticamente, alla Fine, prima di esplodere con 30 punti, per salutare South Beach, ed una…Tripla Doppia per chiudere la Carriera, a Brooklin!! E Noi, forse, di uno…Steph Curry, rivoluzionario, visto che Giannis sta…crescendo ancora.
Ed allora, te lo devo, ora: 
alla pari delle tue innumerevoli stoppate decisive, i tuoi impossibili recuperi a centrocampo, le tue incursioni “in the paint” acrobatiche e le tue tuonanti schiacciate sulla testa dei lunghi malcapitati, ti auguro, caro e vecchio “Campione”, di vivere una vita serena ed amata, salubre e divertente…
Grazie, Dwyane Tyrone Wade, non ti dimenticherò mai…
Sarai sempre…il “Mio Wade”.
Con te, si chiude un’Epoca.
Finisce qui.
E tu, nel frattempo, non sparire.
Ricordati di Noi.
 
 
g.m.
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