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BASKET - NBA SHOTS

A grande richiesta, ripubblichiamo uno dei pezzi più belli del nostro mitico Giampiero. Un distillato di passione... da leggere, o da ri-leggere, tutto d'un fiato. c.q./RS

A volte ripenso alla Roseto degli anni ’80, alla libertà, semplice, di cui noi ragazzini godevamo e rivedo la vecchia Arena 4 Palme, con i canestri vecchi, rigidi ed arrugginiti, al cielo spesso grigio, anche al freddo, dopo la scuola, d’inverno…
Con i miei amici, nel pomeriggio, in tutti i pomeriggi, iniziava la “magia”: un pallone spellato, con le scarpette, a volte …gli stivaletti (niente di strano …ancora non uscivano le “Top Ten”di Jabbar!),i jeans ed una canotta, iniziavano partite interminabili fino al tramonto e così rivedo tutti i protagonisti della mia infanzia, ragazzini che, come me, si ispiravano ai più remoti e dimenticati campioni…

C’era un giovane Peppe che tirava”siluri” intercontinentali alla Fred “Down-Town” Brown ed il sottoscritto,che credeva di essere Moses…Chi, come Roberto “l’americano”tirava da ogni dove e non assomigliava a nessuno…perchè? Come perché…era
“americano”, no? Sergio era” l’all-star”, il più bravo tra noi.
Da play giocava Valentino, veloce come Brad Davis,poi Luca, “point guard”con fisico alla George Bucci e Settimio,lo Scott May bianco! C’era chi tirava sempre come“Ice Man” Gervin, e chi non tirava mai ma menava, eccome se menava!Più di…Wes Unseld!Molti ripetevano anche  il “gancio-cielo” di Kareem od il passaggio”no look” di Magic
Tutti però, proprio tutti, quando uno di noi, spesso Lucio, che sapeva imitarne i  movimenti , faceva un canestro impossibile , saltava molto od era elegante e …spettacolare, pensavano ad un atleta, anzi al più grande, a colui che noi consideravamo una vera e propria leggenda vivente:” The Doctor”!
Di lui alcuni hanno scritto, altri hanno dimenticato, altri ancora
lo ridimensionano storicamente ma nessuno,proprio nessuno può solo immaginarne l’impatto emotivo e psicologico su dei ragazzini di 14-15 anni…

Infatti, nella Nba , nel frattempo, laggiù  negli States, erano ormai maturati i tempi e,qualcosa di leggendario stava accadendo…
Attraverso i primi filmati iniziammo a conoscere i Grandi...
I tiri ed i passaggi allo scadere di Larry Bird, Magic ed i Lakers!
Il movimento”senza palla”di Jim Paxson,uno dei miei preferiti,che vedevo con mio fratello ed il cappuccino la domenica mattina! E Jack Sikma? Aveva la permanente?
La “freccia verde” , Gus Williams…pelato,veloce,immarcabile,e Walter Davis,tiratore che sembrava …perfetto!
Moses mi impressionava , sembrava una piovra sottocanestro, faceva impazzire Kareem, prendeva 3,4 volte il rimbalzo in attacco ed alla fine segnava 30 punti e tirava giù 20 palloni…non ci potevo credere!I numeri,già…
Dalla Tv,senza computers né cellulari, si passa alla fantasia,ricordate? O …lo sapete?

Iniziammo, così, anche ad enfatizzare le cifre, e poi i…nomi,soprannomi e storie incredibili!
Si narrava dei 100 punti di un tizio del passato, tale Chamberlain ma nessuno lo aveva visto giocare…
Nei ghetti di New York , e noi a Roseto credevamo di esserci, si parlava di un certo Herman “Helicopter” Knowings che lui sì, raccoglieva le monetine sui profili dei tabelloni ma che non vide mai la Nba…e gli infiniti personaggi che, definire pittoreschi o bizzarri, non aveva senso?
Dal gorilla Dawkins a Robert Reid, che sembrava uscire da un film anni ’70, fino all’improbabile Lloyd Free che, cambiò il nome in “world”perché, come andava dicendo, ”solo me stesso,al mondo,può marcarmi”!!? Mbè, con “piedone” Bob Lanier,”pizzo-basettoni” Artis Gilmore e Kurt Rambis credevo veramente che fosse tutta una finzione e che i suddetti fossero…inventati!

Neanche  loro, però, erano  pronti per le invenzioni, le creazioni e le azioni funamboliche di… “Doctor J.” !!

Julius Winfield Erving II era diverso ed allo stesso tempo il capo, il leader indiscusso di tutti i tipi di cui sopra… Nella nostra fantasia Erving era la Nba,il basket esisteva perché c’era lui!

Quando lo speaker lo presentava, veniva giù la tribuna, la “standing  ovation” durava mezz’ora e lui rideva sotto il baffo , perché sapeva quanto era amato!
Aveva il passo felpato come una “pantera nera”, era longilineo e muscoloso, con delle caratteristiche“proprie”irripetibili:
capello corto e curato, baffo, tubolari bianchi e lunghi, la ginocchiera “ortopedica”, le “sue”Converse con le strisce rosse, le mani gigantesche, la maglietta “Sixers” bianca, rossa e blu e, soprattutto, un carisma indescrivibile che emanava dal campo…queste erano le componenti dell’icona per eccellenza del Basket di quegli anni… gli anni di Borg e McEnroe, dei Mondiali di Calcio, di Zoff, Cuccureddu e Furino…gli anni di…Julius Erving!
Mai si erano viste cose del genere e nessuno credeva ai propri occhi:
Lui era capace di staccare,compiere tre giri completi nell’aria con la palla,  girarsi di 180°su …Jabbar ed appoggiare in “hesitation”come nulla fosse all’ All-Star Game di Denver 1984 o partire da centrocampo , palleggiare sotto le gambe e dietro la schiena, fare l’ultimo passo davanti ad…Olajuwon e tirargli “on the face”in “finger-roll”, sottomano –arcobaleno , ad ormai 37 anni , nel 1987!!!
E quando Dantley lo stoppò e lui lo ristoppò due volte fino a quando capì che non si poteva stoppare Doctor J ?
Tutto registrato…oh Lù!

Sapevamo che, proprio per la sua personalità, era stimato da tutti i “Pro”ma era quello che faceva e come lo faceva che era indescrivibile!

Il suo gioco venne descritto come artistico ed innovativo al punto da essere definito “poesia in movimento”, il primo a dare  spettacolo nello spettacolo, il giocatore che vola, staccando dalla linea di tiro libero ( solo MJ ci riuscirà…), che tira in “top-spin” sospeso nell’aria con un’eleganza ed una classe uniche …”marchio di fabbrica”…la schiacciata! Inimitabile!

Per noi era un “sogno”, una “magia” che si ripeteva in continuazione ed Erving ne era il protagonista indiscusso, l’eroe assoluto, consapevoli, a quell’età, che fosse di già una leggenda!

Una volta, accadde una cosa che non dimenticherò più:
stavo vedendo una delle prime partite su “Capodistria” e Peterson parlottava di come gli piacesse il Doc e potesse essere un giorno (ed è …accaduto!) il vero ambasciatore della lega…
Ma in campo,intanto, c’era lui veramente!
Prese palla a destra del teleschermo, vicino alla linea laterale e, improvvisamente, con un primo passo incredibile ed il pallone afferrato come una mela nella sua enorme mano, penetrò sulla linea di fondo contro tutta la difesa schierata…una “slam-dunk”impressionante di rovescio alla velocità della luce sulla faccia di Michael Cooper che, spaventato a morte , si rannicchiò come un gatto su se stesso…la palla rimbalzò per lunghi secondi sul parquet tra i giocatori allibiti mentre il”nano ghiacciato” ululava ed io, alla tele che chiamavo mio fratello urlando: “l’ha rifatto, l’ha rifatto ancora…”.Doctor J !
 
Ancora oggi vibro come una foglia al vento quando lo rivedo in azione, magari in “coast to coast”, e piango,piango come una(sì,una!) lattante in culla, piango veramente quando lo vedo per l’ultima volta ringraziare il pubblico ed in piena “ovation” ascoltare ancora una volta lo speaker dello Spectrum di Philadelphia…”…The number six of the 76ers…Julius “Doctor J.” Erviiinng….”.

Per me è tra gli immortali come Elvis, Alì e Pelè .
E come loro rappresenta umanamente l’amore che esprime e provoca negli altri, attraverso gli altri.

Doctor J non può essere descritto in un solo paragrafo né appartenere ad una data epoca ed un certo pubblico ma è con noi, nel nostro cuore anche oggi che ha 56 anni e lo ricorderemo…per sempre.

Sono le 3.00 e…che dite?
Vado a dormire.
Forse.


g.m.
RosetoSportiva.net
(pubblicato la prima volta su RosetoSportiva nel 2006)