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BASKET - NBA SHOTS

Andrew ToneyA Philadelphia, nei primi anni’80, con “Doctor J” evoluiva un tizio tosto, una guardia di possente struttura, concreta e dotata di un tiro meccanico ma  devastante, in grado di segnare caterve di punti in poco tempo.
Detto “The Machine”, Andrew Toney  era in possesso di un ottimo”ball-handling”, un controllo della palla che gli permetteva di sopraffare in post i pari-ruolo e gestire da play il gioco quando coach Billy Cunningham lo richiedeva…

Il suo tiro e le esplosioni realizzative rimasero indelebili nell’immaginario degli spettatori del Boston Garden nelle semifinali e finali di Conference nel triennio ‘81/’84 tra 76ers e Celtics, al punto che si meritò il titolo di “Strangolatore di Boston”(!?) con serie di canestri da ogni dove ed in  ogni modo!
Toney non saltava ma era largo e potente ed avrebbe reso la vita dura, per esempio, ad un Ben Gordon…

Concentrato in poche squadre, il talento-medio era altissimo e la tecnica spiccava ed era più diffusa: i quintetti presentavano anche ¾ fuoriclasse e gli specialisti c’erano ma venivano dalla panca con buoni tiri od ottima difesa, tutti aspetti che alzavano  il livello di competizione delle squadre.
 
Ancora nei”miei”Sixers c’erano sì Erving, Dawkins e Caldwell Jones prima e poi Toney e Malone  ma anche Maurice Cheeks e…Bobby Jones, noto difensore e tuttofare giunto dai Denver Nuggets ex- ABA, soprannominato”Il Grande Saltatore Bianco”per la sua tremenda elevazione,ottima persona fuori dal  campo , atleta  commovente sul parquet...
Fu il 1°miglior “6° uomo”  di quel tempo (1983), entrando da 3 o anche 4 rapido, il miglior difensore della Lega sulle ali per quasi 10 anni ( All-Defensive teams addirittura dal 1976 al 1985!!) ed un pilastro dei Campioni Nba ’83…
Pochi però, nel secolo scorso,  sono diventati come…Jack Sikma!
Poco sopra i 2 e 10,  bianco con  appariscenti capelli biondi, coordinato ma non rapidissimo, con una forza sovrumana ed un senso della posizione innato, era dotato del più bizzarro ed efficace tiro in sospensione che si ricordi in un centro e, proprio per questo , secondo me uno dei più sottovalutati della Storia.Jack Siksma in maglia Sonics
“L’Angelo Biondo” era stoico, non si arrendeva mai e faceva male, con i gomiti ed il movimento in post “interno”, al contrario rispetto al gesto classico, facendo un giro completo verso il difensore con le braccia ed il pallone alti sulla testa così da tagliarlo fuori dalla posizione e dalla traiettoria di tiro! Il tiro,innovativo per quei tempi, scoccato di solito dalle tacche laterali verso il fondo, era dolce e dalla parabola ad effetto ed insieme ad un semi-gancio dal cuore dell’area dopo il rimbalzo offensivo, gli permettevano 15/16 punti di media oltre ai soliti 11/12 rimbalzi, considerato tra le Stelle per  oltre un lustro…
Campione Nba con i Sonics, Sikma si confermò con i Bucks uno dei preferiti degli anni ’80 e, dietro i monumenti Jabbar-Malone-Parish ed al cospetto di Gilmore e del vecchio Lanier , un centro di alto lignaggio, indimenticabile per  la sua”permanente”bionda, la durezza del suo gioco ed il rivoluzionario tiro in sospensione!
Un mistero vero è stato Ralph Sampson, il più grande e precoce talento finito troppo presto e che meriterebbe un capitolo intero…
Di alcuni come Archibald, Artis Gilmore e Marques Johnson ho scritto già sul sito…
Purtroppo non ho né il tempo né lo spazio per menzionarli tutti, ci saranno altre occasioni per parlarvi di  Reggie Theus, Johnny Moore, Michael Cooper, Walter Davis piuttosto che di Dan Roundfield, Calvin Natt o Robert Reid, per rimanere tra le quinte e lasciare stareStelle vere come Moncrief, Dantley, English, Wilkins, King, Cummings o Kiki Vandeweghe…

Alla prossima.


g.m.
RosetoSportiva.it
(pubblicato su RosetoSportiva il 15/05/2009)