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SPECIALI RS - Sport per tutti (UISP)
LO SPORT POPOLARE NACQUE DAI VALORI DELLA RESISTENZA, LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA". Intervista a L. Senatori
"Il 25 Aprile è, di fatto, la data fondante dell’Uisp". A dirlo è Luciano Senatori, classe 1935, fiorentino di nascita, una lunga esperienza come segretario nazionale dell'Uisp dal 1969 al 1975 e successivamente nell'Arci. Oggi Senatori si dedica con successo alla scrittura di libri che ricostruiscono la storia dell'associazionismo italiano. Lo abbiamo raggiunto e intervistato.

Che cosa significa per l'Uisp la data del 25 aprile?
Il 25 Aprile è, di fatto, la data fondante dell’Uisp. E’ ai valori della Resistenza, in particolare a quelli della libertà e della democrazia, che si ispira l’impostazione culturale e programmatica della nuova organizzazione sportiva popolare italiana che nasce nel 1948.

Dopo la caduta del fascismo le prime attività sportive libere vennero organizzate dal Fronte della Gioventù, costituito in forma unitaria e autonoma dai rappresentanti dei giovani di tutti i partiti antifascisti. Era una nota ed estesa organizzazione dei giovani impegnati nella guerra partigiana, che aveva partecipato alla fase insurrezionale contro il fascismo sotto l’egida del Comitato di Liberazione Nazionale. Tra gli obbiettivi fondamentali del Fronte vi era anche quello per lo sviluppo della cultura e dell’educazione fisica dei giovani, considerato momento essenziale per la ricostruzione della democrazia. Decine di Comitati per lo sport popolare nati dal Fronte della Gioventù sollecitarono la nascita di un’organizzazione nazionale capace di coordinarli. Una parte dei promotori di tali Comitati e dell’Uisp si erano distinti valorosamente e con coraggio durante la lotta di Liberazione. Queste sono le radici che non possono e non dovrebbero essere mai dimenticate.

Molte manifestazioni Uisp, sia nazionali sia locali, sono ancora intitolate alla Liberazione. Quali sono state le più importanti nel corso degli anni?
Quelle più significative e prive di retorica sono quelle organizzate nel dopoguerra alla ripresa delle attività sportive. Le tante coppe o trofei “Caduti per la Liberazione” ricordavano ai cittadini, attraverso gare ciclistiche, di atletica, tornei di calcio, ecc. il sacrificio di giovani italiani quale loro grande contributo per la riconquistata libertà. Maggiore risonanza nazionale venne dal Gran Premio della Liberazione – giro delle Regioni - corsa ciclistica internazionale a tappe per dilettanti, organizzata con la collaborazione dell’Uisp.

Pensi che oggi sia ancora vivo il ricordo del 25 aprile e dei suoi valori oppure ritieni che, al di la delle celebrazioni di rito questa data non abbia più nulla da insegnare?
Mai come oggi c’è stato bisogno di ricordare la data del 25 aprile, non solo attraverso le celebrazioni ufficiali. Purtroppo nell’ultimo ventennio una moda revisionista combinata a politiche individualistiche ed antisolidali, hanno tentato e tentano di modificare il senso profondo dei valori insiti nella Costituzione della Repubblica Italiana, che è bene ricordare rappresenta il passaggio formale e sostanziale dalla dittatura alla democrazia. Ed è proprio nella Carta Costituzionale che troviamo l’essenza dello spirito e dei valori presenti nella memoria del 25 aprile. Per questi motivi anche il mondo dello sport dovrebbe rivalutare attentamente tale data con forme e modalità non obbligatoriamente commemorative. In questo senso una forte azione pedagogica potrebbe aiutare e dare maggiore rilevanza alla moderna, grande ed importante mole di attività promossa ed organizzata dall’Uisp.

Ivano Maiorella


g.b.
RosetoSportiva.net