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SPECIALI RS - ZOOM ON

PRESENTAZIONE

 Il 3ON3 Full Court è un gioco, che si sviluppa in spazi ridotti, in sostanza solo tre atleti
 costituiscono una squadra. Tecnicamente gli atleti si muovono utilizzando le transizioni d’attacco e di difesa. Queste situazioni migliorano il 3vs3 tradizionale ad un canestro (fine a se stesso) e ne fanno un gioco completo, analogo a quello tradizionale a 5 giocatori. 
Lo spettacolo migliora, chi lo pratica non ha pause, infatti in 12” deve concludere l’azione d’attacco, una frazione di secondo successivo è difensore a poca distanza dall’obiettivo dell’avversario: il canestro.
3ON3 FC è un metodo, infatti il basketball è nato come sport di supporto atletico ad altre discipline sportive, da sempre è stato propedeutico per le attività motorie in generale, pertanto lavorando sapientemente sui tempi di recupero si può portare a compimento un programma tecnico-fisico alternativo.
3ON3 FC è tecnica pura, infatti permette di tenere in movimento contemporaneamente i 12 giocatori che di solito costituiscono l’organico di un team, senza pause dannose. 
Quindi nel corso di una seduta di allenamento, assemblando all’occorrenza i due gruppi di lavoro ed i relativi recuperi, si possono ottenere indubbi miglioramenti delle capacità fisiche (velocità, resistenza della velocità) senza trascurare la tecnica specifica.
Si provi ad immaginare il 3ON3FC giocato su di un campo che abbia una “gabbia” per perimetro e senza tener conto delle rimesse laterali e di fondo… è micidiale ed esaltante. 3ON3FC ha dei vantaggi organizzativi innovativi: se si considera il fatto che 3 o 4 atleti costituiscano un team si riducono notevolmente le spese di gestione (abbigliamento, trasferta, recupero di spazi non omologabili per gare a 5, vedi palestre scolastiche superate). 
Infine si può proporre alla Uisp/Fip di realizzare un’affiliazione particolare che tenga conto del numero dei praticanti a costi contenuti, ma che permetterebbe di elevare notevolmente il numero statistico dei club affiliati.
LA RIPRODUCIBILITA’
3ON3 FC non ha difficoltà di riproducibilità, infatti strutture dalle dimensioni ridotte se ne trovano soprattutto nel contesto scolastico. Sembra impossibile pensare quante di esse siano state realizzate per non ospitare il basketball tradizionale. Ebbene in esse può adattarsi il ns. gioco 3ON3 FC rendendole omologabili. Inoltre nel caso in cui la struttura logistica sia regolare indichiamo qui di seguito un esempio di come si possano ricavare ben 2 campi che tengano in movimento 12 elementi contemporaneamente.
L’IMPIANTISTICA
Le dimensioni del campo 3ON3FC sono: m. 18 di lunghezza per m. 12 di larghezza; le linee di tiro libero di m. 2,50. L’arco per il tiro da 3 punti a m. 6,75.
Il diagr.1/A dimostra come si può razionalizzare l’uso di un campo regolamentare collocando altri canestri sui lati lunghi del perimetro, allestendo così ben due campi per giocare il 3ON3FC e sfruttare al meglio gli spazi di una struttura sportiva.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

Le misure del campo e quelle regole che sono in deroga al Regolamento Ufficiale Fip.

Il campo del 3ON3 FC è lungo m.18 e largo m. 12 (si possono utilizzare misure proporzionate a secondo delle esigenze logistiche), la lunghezza della linea del tiro libero è m. 2,50 e l’arco del tiro da 3 punti è a m. 6,75.

La durata della gara può essere di 3’,5’ o 7’.

La durata dell’azione d’attacco di 12”.

La durata del tempo supplementare è di 1’. 

 

 

 

La situazione ottimale in questo gioco è costituita da un gruppo di lavoro di 12 unità che può essere suddiviso in 4 sottogruppi con caratteristiche diverse oppure simili, insomma a seconda degli scopi da perseguire.

2 gruppi sono fuori dal campo impegnati in un lavoro “analitico” e 2 scendono in campo per il lavoro “globale”.

Qui è necessario approfondire l’argomento “modalità di lavoro”.

La commistione di metodi analitici/globali è la più rispondente, oggi, alle nuove esigenze di insegnamento della pallacanestro: non solo apprendimenti di tipo sequenziale, cioè secondo un ordine rigorosamente programmato, uguale per tutti, ma anche, e forse soprattutto, modalità di lavoro in progress, cioè con apertura a cambiamenti rispetto al piano prestabilito, in base a ciò che la situazione suggerisce.

In realtà è la modalità di apprendimento dei ragazzi di oggi che è cambiata:il pensiero è sempre più reticolare, cioè pronto ad accogliere simultaneamente diverse informazioni da più fonti, come gli ipertesti informatici ci mostrano.

Quindi se vogliamo rendere più motivante il nostro lavoro, dobbiamo essere anche noi il più possibile “in rete” cioè avere a disposizione all’occorrenza una varietà di situation.

Cioè una vasta gamma di esercizi etc...

Ed è proprio secondo questa ottica che questo lavoro andrà integrato con la registrazione delle esercitazioni che avverranno di volta in volta sul campo.

E’ pur vero che molti colleghi già lavorano in questo modo però è necessario dare autorevolezza teorica a quella che può apparire solo pratica.

Nella gara a tutto campo,abbiamo due gruppi da 3 giocatori ciascuno,una palla e 3’ da giocare,

possibilmente senza interruzioni. 

Al termine della stessa analizziamo le difficoltà riscontrate dai giocatori in campo, scegliamo un argomento e lavoriamo fuori campo su quello, per la stessa durata della gara che nel frattempo disputano gli altri due terzetti. Quando rientriamo in campo per la ripresa del gioco puntiamo l’attenzione sull’argomento trattato e correggiamo al “volo” l’errore, se viene ripetuto. 

Al termine della ripresa concluderemo l’argomento considerato e passeremo oltre analizzando altri argomenti. 

Al termine dell’allenamento tracceremo il percorso tecnico sviluppato annotando gli eventuali miglioramenti e dove tornare a breve scadenza.

Come avete potuto vedere, in campo non ci sono cerchi per il salto della palla a due; pertanto la “partenza” del gioco avviene con il classico Tap-in. Al segnale del coach si comincia a “giocare” e chi cattura il rimbalzo determina il team attaccante, che per ovvie ragioni avanzerà verso canestro opposto. Il regolamento dice che 12” è il tempo massimo per eseguire un tiro. Nei diagrammi che seguono potrete osservare che l’attacco si trova di fronte ad una difesa estremamente aggressiva, organizzata, determinata, non fallosa etc… cioè il nostro sogno nel cassetto. A questo punto, ammesso e non concesso, che l’attacco sia in grado di effettuare un tiro, sarà certamente molto controllato e di non facile realizzazione. 

Su Facebook:"Threeonthree Full Court" potrete approfondire l’argomento difensivo “La transizione difensiva” e richiedere la versione completa all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Coach Gianni Boccabella
(continua)
 
g.b.
RosetoSportiva.net