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NONSOLOBASKET - ATLETICA
Per temperamento agonistico Gianmarco Tamberi ha dimostrato di non essere secondo a nessuno tra i finalisti dell’alto a Helsinki. Manca ciò che non può (salvo rari casi) esserci a 20 anni, ma il quinto posto con 2,24 (percorso netto da 2,15, passando per 2,20) merita in ogni caso un sonoro applauso. Il ragazzo ha la stoffa del campione, piedi esplosivi e una straordinaria capacità di affrontare la competizione. In altre parole: è quello che si definisce un talento. Il salto a 2,24, quota valicata con margine molto più che ampio, ne è la più chiara dimostrazione. A quel punto, secondo in classifica con il francese Hanany, e con l’asticella piazzata a 2,28, il giovanissimo Tamberi, 2,26 di primato personale, ha cercato le energie per superarsi, quasi riuscendoci nell’ultima prova a disposizione, quella che avrebbe potuto regalargli ancora il bronzo. 
Gli resta come premio, finale europea a parte (all’esordio in azzurro), la simpatia dell’intero stadio, che lo ha sostenuto quasi come fosse uno dei propri beniamini, applaudendone gli show di preparazione ad ogni tentativo. L’oro va al britannico Robbie Grabarz, con 2,31, la stessa quota valicata dal lituano Stanys, superato per maggior numero di errori; bronzo al francese Hanany, 2,28 (la stessa misura del russo Mudrov, più indietro per il gioco dei falli).


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