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NONSOLOBASKET - ALTRI SPORT
É una Coppa Interamnia diversa quella che emerge dal racconto dei volontari, da chi, cioè, non si è perso neppure una partita e di persone ne ha conosciute davvero tante.
Una Coppa vissuta nel suo quarantesimo anniversario dal "didentro" e che, vista dagli occhi di venti ragazzi teramani, appare non come un semplice evento, bensì come l’insieme di tante vite unite per sei giorni da uno sport semplice e bello: la Pallamano.
Un’esperienza unica volta allo sviluppo del valore della gratuità, fondata su quei principi di solidarietà di cui si sente l’estremo bisogno e che il CSI ha voluto valorizzare mettendosi al servizio di quei "Volontari aperti al mondo” che, dal 4 al 10 luglio, si sono resi disponibili con impegno, dedizione e tanto cuore affinché la manifestazione fosse un successo.
 
Secondo Giorgia è stata la squadra greca del Kozanis la più cordiale, dimostrando un rispetto esemplare. L’amica Giulia, invece, ha molto apprezzato i team della Costarica, che le hanno regalato il caffè ed altri prodotti tipici locali. “I momenti più belli – sostengono all’unisono – sono stati i festeggiamenti delle squadre, l’allegria e la gioia. Eccezionale lo spirito della rappresentativa dello Yemen, che aveva voglia di festeggiare un gol nonostante perdesse 20-0. E’ stata una bella testimonianza di sport”.
 “Ci ha colpito – dicono Roberto e Valentina – il comportamento delle formazioni sconfitte che, senza recriminare o piagnucolare, andavano subito a salutare i vincitori. Atteggiamento ritrovato soprattutto nei francesi del Tassin”. “Ho notato – precisa Valentina – che si creano anche sinergie tra nazioni diverse, come avvenuto tra Francia e Gabon, impegnate reciprocamente a sostenersi nei vari incontri”.
“La semifinale tra Taiwan e Germania è stata un grande esempio di fair play" secondo Giuseppe, che ha visto: “Gli allenatori scambiarsi reciproci gesti di amicizia per l’intera durata dell’incontro”.
  “In questi giorni molti club ci hanno riempito di gadget!” evidenzia festante Vincenzo, sottolineando anche l’importanza nella direzione delle gare: “Gli arbitri messicani mi hanno colpito per bravura e capacità di calmare situazioni di grande agonismo”.
Angelica e Ludovica sono risultate molto simpatiche proprio alla coppia arbitrale messicana, tanto da ricevere dai direttori di gara dei piccoli doni: “Al termine dell’incontro – raccontano – sono venuti da noi per ringraziarci del supporto e regalarci cartellini e fischietto come ricordo”.
Anche Alessandra ha avuto il suo gradito regalo: “Una società di Taipei, che ha frequentato ogni giorno la sede del CSI, al termine della manifestazione ci ha donato una statuetta di ceramica tipica della propria terra”.
Matteo ha stretto una bella amicizia con gli arbitri donna della federazione turca: “Non parlano l’inglese e per loro è difficilissimo comunicare, tuttavia con l’aiuto di altri volontari le ho guidate per la città stringendo con loro un bellissimo rapporto”.
Maria Vittoria è una veterana, impegnata nella Coppa Interamnia dalla sua seconda edizione e, sebbene il ruolo che ricopre sia quello di Ufficiale di Campo, spesso è stata disponibile ad andare oltre le mansioni assegnategli: "E’ capitato che un giocatore danese riportasse un serio infortunio, e che l’equipe dell’ambulanza mi chiedesse di accompagnare l’atleta al Pronto Soccorso per tradurre le sue parole dall’inglese. Dopo aver fatto alcune ore di fila in ospedale, mentre gli ingessavano il braccio gli ho tenuto la mano per confortarlo, a iutandolo a superare un momento di grande sofferenza”.
“Se dovessi scegliere una squadra tra tutte – afferma Dejan – opterei per la Svezia”. "L’allenatore mi ha coinvolto nel loro riscaldamento, in più gli svedesi hanno dimostrato grandissima sportività soccorrendo sempre i giocatori avversari infortunati. E anche quando perdono, manifestano la volontà di apprendere dagli errori per migliorarsi”.
 
Una molteplicità di voci, quelle raccolte, che messe insieme diventano un vero e proprio grido di gioia, dimostrazione che le differenze non dividono ma uniscono, non impoveriscono ma arricchiscono, non allontanano ma avvicinano. Perché sotto tante bandiere e tanti colori diversi c’è la stessa, identica e indissolubile, voglia di vivere.  


 
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