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BASKET - NBA SHOTS
Steve Nash con la maglia dei Los Angeles Lakers
Nel 2005, la Nba elesse“MostValuable Player” un tizio di neanche 1 metro e ottantotto, con i capelli lunghi e l’aria da libero anarchico, con il “look” di un “rocker” e più facilmente riconoscibile in un “rave party” sulla costa californiana, con un bicchiere di birra irlandese in mano, piuttosto che nel ruolo di “point-man” sui parquet della Lega più complicata del globo terrestre…
Inoltre, un tal genere di onore, non veniva concesso dai potenti dirigenti della Lega medesima, in un’ottica storica, funzionale e meritocratica, dai tempi di, udite, udite, un certo…Bob Cousy nientepopodimeno, oggi (vivo e vegeto) allegro ultra-ottuagenario!
Anche Dan Peterson, il nostro “ispiratore”, dimenticò un giorno questo aspetto, laddove invece, “il maestro” Aldo Giordani lo ricordava in continuazione sulle pagine del primo, indimenticabile “Superbasket”!
Or bene, nei sacri annali, se noi considerassimo “il ruolo” (oggi si dice “spot”…) di “classico” play-maker, il regista che conduce e gestisce il pallone in avanti, solo “personaggi” come il suddetto “Cooz” nel ‘57, mister Oscar Robertson (1964) ed il suo “discendente diretto” Earvin “Magic” Johnson (’87, ’89 e ’90) e…dulcis in fundo, se volessimo considerare “il fenomeno” tornato attualmente, ironicamente,“in auge” , più che una “point-guard”, un attaccante leggendario devastante, uno che più passa il tempo e più viene ingigantito, addirittura a dismisura…cioè il nostro, inimitabile Allen Iverson nel 2001, ebbene, solo questi pochi citatissimi eletti…hanno goduto di un vero MVP in carriera!!!
Sarà stata una strana fatalità, una scelta oculata degli elettori (di solito coach, manager, giocatori stessi….) o un errore di merito, il play non è mai stato molto considerato, nella tradizionedella Nba, per “il trofeo”annuale di MVP della Lega, in una sorta di “ingiustizia storica” da parte del fantasmagoricomondo dei “Pro” Americani!
Statisticamente, anche lo “spot” di Ala-Forte o Grande, la cosiddetta “Power-Forward”(oggi…4)non ha ricevuto una giusta considerazione:
si pensi a tizi incredibili come Elvin “Big E” Hayes negli anni settanta, al rivalutato anch’esso Kevin McHale negli ottanta, o lo stesso Karl “The Mailman” Malone, premiato sì due volte (’97 e ’99…) ma dopo i 34 anni (record!) ed il ritiro (o quasi) dell’immenso Jordan!
Non c’è traccia, negli “archivi”, di altri tipetti come “l’icona-logo” Jerry West (più simile ad un…A.I.!) e Lenny Wilkens negli “SweetsSixteen”, del folletto Nate “Tiny” Archibald nei ’70(addirittura sui 34+11 nel 1973!), e nemmeno di un certo Isiah Thomas, il mitico condottiero dei “Bad Boys”…
Né, e ce ne vergogniamo un po’ adesso, col senno di poi, del micidiale “maestro” erede di Cousy, tale John Stockton, solamente…Primo in Assist e Recuperi, nella Storia Intera della Pallacanestro!!!
Inutile poi parlarvi di un Jason Kidd (Oh…Gesù!!!), mai premiato, ma leader assoluto dei tornei del 2002 e 2003!!!
Eh, sì, ingiustizie vere e proprie!!!
Steven John Nash, cosmopolita nato a Johannesburg, DNA gallese ed inglese, già cittadino di Regina, Saskatchewan, con giustappunto passaporto canadese, ultimi Natali in quel di Victoria, British Columbia, nell’adolescenza giocatore riconosciuto nell’Hockey sul ghiaccio e, soprattutto, nel suo ancora oggi sport preferito…il calcio, ha creduto bene di vincerne due, di quegli MVP, entrando per direttissima nella cerchia esclusiva di Jordan e Jabbar, nel Club dei Chamberlain e Larry Bird!!!
All’indomani della sua nomina a miglior giocatore della Regular Season 2004/2005, Petersonsu “American SB” ed Alexander Wolff di “Sport Illustrated”, affermarono entrambi che non solo Bob Cousy fosse il più grande play di ogni tempo, 50 anni davanti ai suoi tempi per gioco, assist, visione, fantasia e spettacolo, ma che, alto come Nash, con gambe potentissime, avrebbe fatto grandi cose anche negli anni di Steve, considerando quest’ultimo un degno successore, per talento e cervello, dell’epico “Houdini” dei Boston Celtics dei primi 6 Titoli!
Oggi, a distanza di circa 10 anni, dopo il ritiro di Jason Kidd, ci sono giovani esperti che considerano Steve Nash “il più grande”, più di Magic, Stockton ed Isiah, più di Oscar e Cooz…
Semplicemente, hanno buone ragioni per affermarlo!
In questo preciso momento, Nash è fermo, non parteciperà alla stagione dei Lakers con Kobe, ha compiuto 40 anni, non ha ufficialmente annunciato il ritiro dall’alto del suo smisurato orgoglio, ma noi tutti potremmo essere alla vigilia della conclusione di una delle più memorabili carriere di sempre…
Steve Nash ha unito il talento alla mente, la tenacità (che non lo fa ancora rinunciare!) alla volontà di migliorare, la tecnica alla razionalità, la visione di giocare la palla fino alla fine alla capacità di trovare le soluzioni, l’apertura in transizione alla velocità di esecuzione,eppoi un tiro, il suo tiro, sottovalutato, dopo che uno come lui, per tutti i dannati 48’, ti gira e rigira intorno quasi a ridicolizzarti!
Pochi ricordano lo Steve 22enne “riserva”, prima di Kevin Johnson e Sam “I’m” Cassell e, quindi, del Jasone nostro, agli inizi di Phoenix:
uno dotato di un tiro “speciale” in arresto e sugli scarichi, un po’ alla Paxson , un po’ alla Kerr, un tiro talmente convincente, da essere immesso in gara spesso accanto ai suoi maestri , come appunto tiratore e “secondo piccolo”….
Ma la farsa finì presto.
Amico intimo del Donnie figlio di Nelson, passò ai Mavericks di Cuban, e a Dallas conobbe pure il suo futuro grande compagno, DirkNowitzki, prima di…
Entrare in azione!
Steve si tramutò in una macchina inarrestabile ed inesauribile, altruista ma anche cannoniere, paziente seppure frenetico!!!
Nacquerocosì i nuovi anni del consacrato e compiuto “slam-ball”:
già con la “star” Mike Finley in guardia, si capì che ai menzionati “gioco, assist, visione, fantasia, spettacolo” si aggiungevano due aspetti ingiudicabili ai più…
La velocità di eseguire scelte in campo aperto e, a differenza delKidd potente e penetratore, un tiro perfetto, inesorabile, da tre e dalla media, in corsa o in traffico, in fluidità e scioltezza, ai limiti spesso dei 24 secondi!
Se Jason tirava un dardo infuocato, Steven inseriva…”una pillola nel pertugio”, trovando il lungo in mezzo alla difesa.
Se Kidd scaricava in elevazione, Nash la alzava, la riprendeva, girava sulla linea di fondo, tornava indietro, faceva la finta e la dava al ferro!!
Se JK non tirava ed entrava, SN ti tirava in…faccia o arretrava, scagliando la bomba, dopo averti sbeffeggiato!!!
Il suo tiro sempre sicuro, anche in “fade-away” o ad una mano nell’area,  gli permetteva quelle alternative che, potenzialmente, limitavano Jason, non isolavano Magic, costringevano all’area Isiah o facevano indugiare “The Stock”!Fantastico!!!
Ed è così, che nell’Era D’Antoni, di nuovo ai Suns, quel gioco senza limiti, al servizio di un un coach “visionario”, diventa immarcabile e vincente!
Steve è il Leader a tutto campo, i compagni lo amano, e Amar’eStoudemire, perennemente sopra l’anello grazie alle sue pennellate, lo segue agli “All-Star Games” e nei quintetti “AllNba Team”!!
Arrivano le prestazioni da…48 punti, senza precedenti per un point-man, in Gara 4 nei play-offs del 2005, contro i suoi ex-Mavs, le medie di 18 ed 11 pari solo a Magic Johnson , le serie discutibili e rinnegabili contro i favoriti Spurs del 2005 e 2007, tra nasi rotti (quello sanguinante senza anestesia di Steve!) e squalifiche altrui  ingiuste a suo discapito, fino ad annate al tiro complessivo da oltre 50%da due, 40% da tre e 90% ai liberi, impresa da “Larry Legend”, più volte ripetuta!
Soprattutto rimangono là 8 “All-Star Games”, 7 “AllNba Team”, 5 classifiche di  “miglior passatore”, 2 dei liberi, con ad oggi quasi 20 mila punti e ben oltre i 10.300 assist, che lo pongono sul podio della Storia della Nba, accanto al primo Stockton ed al secondo Kidd!
Nessun play ha avuto la sua completezza, nessuno lo ha mai fatto a quel modo e, sebbene, privo di Anelli Finali, la creazione del suo gioco ed il coinvolgimento dei compagni, non trovano epigoni né confronti nello sviluppo dello sport…
Un po’ di sfortuna ed un po’ di fedeltà ai team, gli hanno impedito di rimanere nel gotha dei trionfatori, ma non ci prova neanche Stockton a negargli il Titolo di più dominante play-maker bianco di ogni tempo.
A Springfield (vedi “Hall of Fame”!) lo stanno aspettando da un pezzo!
Il “nuovo” maestro del gioco, il professore dell’”oltre-umano”…
Colui che trasforma l’improbabile in abitudine, il sogno in realtà, realizza l’impossibile nell’azione, l’immaginario collettivo nel possibile! 
Un “visionario” del parquet, un 10 del calcio nella NBA!
Uno che tifa Tottenham e ama Del Piero e ti rifila 4 bombe in faccia dopo averti fatto passare la palla …tra le orecchie!
Siamo onorati di aver ammirato un “Ufficiale dell’Ordine Canadese” in braghe e canotta, simile ad un monello in un supermercato di giocattoli!
Ora e per sempre, più pazzi di…Steve Nash!
 
g.m. Johnny Massach
RosetoSportiva.net