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BASKET - NBA SHOTS
Per salutare tutti, Kobe ha creduto bene di ispirarsi, ancora una volta, ai suoi grandi colleghi del Passato.
Gente come John Havlicek, Julius Erving e Michael Jordan, è stata omaggiata dai pubblici Nba di tutti gli Stati Uniti, nel corso di un’intera stagione giocata e vissuta fino alla fine. 
Ricordo, televisivamente parlando, molto bene, l’inchino finale e “regale” di “Hondo” ai suoi fans, nel suo Garden, gremito oltremisura.
Indimenticabile l’ultimo addio di un “Doctor J” nel week-end delle Stelle, nella cui gara, lui, ad ormai 37 anni , riuscì a metterne 18, farsi due “ coast to coast” alla vecchia maniera, con tanto di bomba finale(inusuale per lui…)!
Correva l’anno 1987…
Michael stesso, nel suo secondo addio (2003), fu “la ciliegina” sulla torta dei migliori, eppoi, immortalato, riuscire a fissare i suoi 30 punti di media in carriera (pari a Wilt!), nell’ultima recita a Philadelphia, salutando il mondo.

Per Kobe, si ripete il “Farewell Tour” del suo grande predecessore in maglia Lakers, più precisamente quel “Big Fella”, Kareem Abdul-Jabbar che, nel 1989, a 40 anni suonati, godette dell’omaggio più commovente per lui, giocatori e spettatori che inneggiavano in coro il suo nome, in ogni arena visitata da Magic Johnson e compagnia, in giro per gli States.
Per la prima, ed ultima volta, l’algido Kareem, pianse.
Con il suo “Dear Basketball…”, quasi un poemetto, una piccola prosa poetica, Kobe vuole trasmettere due cose:
il fatto di amare questo fantastico sport e, soprattutto, penso, di voler comunicare di “…aver dato tutto, tutto quello che ero in grado di dare ed anche oltre…”, queste le sue parole.
E così è stato.
Grazie alla mia età ed alla mia vecchia passione di 35 anni per la Nba, ho potuto seguire tutte le prestazioni possibili trasmesse via etere, tutte le sue finali giocate (ben sette!), i Titoli vinti (5…), le Olimpiadi trionfali (2), tutti gli “All-Star Games”(17!) e le “prove-monstre”, dalle 12 triple in una sera agli 81 punti sparati ai Raptors!!
…ricordo perfino che, in una notte del Giugno 2004, svegliai la mia famigliola, col mio bimbo di appena 4 anni, alle tre di notte, nell’istante in cui, da nove metri, il nostro riuscì nell’impresa di condurre all’overtime (ed all’unica vittoria…) quei disastrati Lakers declinanti di Shaq, Karl e Jax, contro l’imbattibile squadrone dei Pistons di Billups, i due Wallace e coach Larry Brown!!
Non c’era ancora Steph Curry, ed era quindi ancora…”notevole”, segnare il destino di una partita, con una bomba spettacolare allo scadere!
Definire il qui presente non è facile, per nessuno.
Chi pensa di farlo, sbaglia.

La Carriera del figlio di “Jellybean” è stata costellata di innumerevoli ostacoli, alti e bassi, critiche durissime, spesso immeritate, shock emotivi come il ”presunto” stupro di Denver, od i comportamenti umorali del soggetto stesso in questione.
Kobe è stato, a seconda delle opportunità, o degli episodi occorsi fuori e dentro il campo, una volta “angelo” e due “diavolo”, tre volte “eroe” e quattro “perdente”, a volte “messo sotto” dai Media, ma anche da certi fittizi tifosi, persino nelle serie (vinte) per il Titolo…
Allo stesso tempo, è stato amato in tutto il mondo, per questi lunghissimi 20 anni!
Indimenticabili le sue visite del 2011, dopo i due Titoli consecutivi (2009/10), conquistati proprio alla “facciaccia” di coloro che non lo reputavano un vincente senza il colosso Shaquille O’Neal accanto, od un Leader senza una squadra di Stelle, nel Bel Paese, a Milano e Roma, dove, da ex-“italiota” nell’infanzia, venne letteralmente sommerso da orde di fans impazziti per lui…il vero Erede di Sua Realtà Michael Jordan!
In quel magnifico Autunno sapemmo del mini-film omaggio con Bruce Willis, il riconoscimento -“impronta” sulla “Walk of Fame” di Hollywood (addirittura!), che per gli americani è come se Dino Meneghin venisse premiato con un “Leone D’Oro” alla carriera alla Mostra di Venezia, come Giocatore di basket!!!
Palese Onore oltre-oceano, al suo merito sportivo per l’intera città di Los Angeles ed alla sua spettacolarità sul campo, per l’intero baraccone dello “Show-Business”…
Così, fece l’ingresso nel “Paradiso” dei Migliori, issandosi sul “palco” degli inarrivabili ed intoccabili. Dopo MJ, come MJ!
Per alcuni, di più.

Ed ecco, forse è proprio questo aspetto, l’accostamento continuo al suo…”Alter-Ego”, al “Più Grande di Tutti”, da Kobe stesso voluto, lo ha spesso penalizzato ( non ne possiede le doti mentali…), a volte esaltato, come nel caso delle prestazioni sul campo più fenomenali (…pure MJ non ne ha segnati mai 81!!), altre qualificato e parificato (si pensi ai…35 di media, unico dopo Air!...ed i numeri e le schiacciate?), laddove invece era e si considerava “diverso”, addirittura più “fluido” ed elegante, un fuoriclasse “pari” e più evoluto, ma continuamente e perennemente “sotto-dimensionato” per il carattere ed il carisma.

Da questa “lotta”- per lui- “intestina”, cioè in quel qualcosa a cui lui più teneva, e nel modo che sappiamo dei Media, sfacciato e spietato, Kobe ne uscì con le ossa rotte!
La persona, ed il suo “entourage”, laddove ce ne fosse mai stato uno, se non la famiglia, per una “borghese” come quella Bryant, non riuscirono più a ricollocarsi sulla scena Californiana, Western, Usa e Mondiale…
Non si può, proprio no, assolutamente, competere e sconfiggere il più forte mai esistito, proprio nel suo sport, nel suo impero, sul suo stesso piedistallo di Numero Uno terracqueo, si rischia…l’antipatia e, di conseguenza, la violazione di quella “legge non scritta” che corrisponde al nome di …”lesa Maestà”, non permessa in una Lega gerarchica come la Nba! 

Il medesimo David Stern, padre-padrone (“…il bianco che decide tutto ed ha tutto il potere…”- come andava dicendo Rodman, a sua volta “boicottato!) del Sistema, non lo avrebbe permesso!
Ed è così, che il futuro “KB24” fu destinato ad un proscenio da “eterno secondo”.
E così è rimasto, per tutti!
Non sono bastati i tiri impossibili anche per Michael, da nove metri in “fade-away”, le azioni con fluidità ed efficacia jordaniane, le mille vittorie da dominatore, i saldi 20 anni di carriera, sei in più del Capo, il Terzo Posto assoluto tra i Marcatori, quattro Mvp degli “All-Nba”,  come solo mister Bob Pettit…No!
E se nel Decennio in discussione, 2000/2010, (al cui “Dominio” lo stesso Kobe ha precisato di credere), Shaq stesso, nonostante 5/6 anni di Potere Devastante, non può competere, rimane solo un ideale confronto con “The Big Fundamental”, il Grande Tim Duncan, sotto l’aspetto “Longevità-Vittorie”, impraticabile per tutti gli altri, Nowitzki, Garnett o Wade, che siano…il nostro vice-Jordan, “fibrilla” dai capelli ai piedi, al solo “dubbio”, sul “suo Primato”, del prossimo…chiunque sia!
Non ne vuol sentir parlare:
5 Titoli in bacheca ce li ha lui, al momento del Ritiro, e solo lui ha regnato incontrastato per oltre 15 anni, tra Finali e Record, caterve di Punti e Premi personali, solo lui, che da giocatore è stato “diverso” da tutti gli altri e, di nome, non vuole essere “il Nuovo Jordan” o “l’unico Erede” di Michael, il quale arrivò a dire di lui, un giorno:
“Non posso negarlo, vedo molto di me in lui, quando gioca!”, contribuendo così al Mito dell’”Eterno Erede” e, quindi, del “Suo Secondo”!
Non ci siamo, non proprio.
Come quando gioca, non ci sta.
Lui, di nome fa Kobe, e di cognome…Bryant!
Ed è quello, che importa.
Alla fine.
 
g.m.
RosetoSportiva.net