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NONSOLOBASKET - CALCIO
Il Mito Johan Cruijff
Trattasi di gioco della pedata, ma per un uomo di mezz’età, a proposito di una vera leggenda della sua infanzia…
In pieni anni ’70, se si parlava di calcio si menzionavano, certamente, il 4-3 sepolcrale di Italia-Germania -Messico 1970, i Mondiali ricorrenti, appunto, e degli idoli nostrani, tali Rivera, Riva o Mazzola…
Ma se mi mettevo sotto il tavolino della sala, quando mio padre vedeva “la partita” con gli amici, e cominciavo ad ascoltare chi fossero i più grandi di sempre a quel tempo, non era difficile capire o…ricordare, oggi!
C’erano due nomi, soltanto due…
“Papà, chi è il più forte?”
Provava a tergiversare, il Peppe -“…mah, c’era un certo Di Stefano, allora (anni ’50…), giocava a tutto campo e segnava, la gente non lo ricorda mai…”
“Pà, Papo, dài sù, oggi, oggi…”, ero piccolo, troppo…
-“…senti, Giampi, non ce n’è! 
Pelè è il più grande di sempre, nessuno ha la sua classe…lo dicono tutti! 
(Maradona…era appena nato…).
Ma secondo me, ci sta uno che è diverso da lui ma è forte come lui, e non ha paura di nessuno! “
“ Ma chi è? Dove gioca? So chi è Pelè…lui chi è?”
-“Cruijff…si chiama Johan Cruijff, ed è il giocatore più completo, intelligente e veloce del mondo!!!
Gioca nell’Ajax e nell’Olanda, le squadre del Gioco Totale! E’ incredibile!!
Lo chiamano…il Pelè bianco, il Profeta del gol, il Divino, insomma…è fortissimo!”

Mai dimenticherò quelle parole!
Il nome, il suo nome strano e bizzarro, eppoi il…Gioco Totale! Che?
Johan Cruijff era un rivoluzionario, affascinante, fantasioso ed eccentrico personaggio, così magro, dinoccolato e “diverso”, appunto, in una perenne rincorsa al pallino, tra fango ed erba bagnata.
Con quel capello sconvolto, e l’audacia indifferente, era una…”Rock Star”! 
Una Icona. Come un McEnroe di 20 anni o, un Maradona dell’Argentinos Juniors…
Un’immagine nitida, definita, con i suoi elementi estetici, fissata sulla storia del calcio!
Ma io non lo sapevo, non lo avevo mai visto, avevo sì e no 9/10 anni e, soprattutto, non avevo…pc, internet o smartphone!
E senza di questi oggetti assurdi, in un bimbo, solo …la fantasia corre, anzi, esplode!!
Nulla, non potevo far niente, non avevo niente, solo racconti, storie, fumetti, immagini e…tv!
Papà mi fece vedere delle foto su giornali o riviste, ma volevo vederlo giocare, almeno una volta!!!
“…Pelè bianco, è come Lui ma gioca qua, in Europa…”- pensavo ossessivamente.
Mi cominciai ad attaccare alla televisione ogni volta che c’era una partita qualsiasi…
”Forse, un giorno, lo vedrò!”
Ed avvenne, come solo la vita può.
Non ricordo bene, esattamente la gara…ma lui c’era!
Era in campo.
Credo con la maglia arancione olandese dei Paesi Bassi…
Cruijff stava giocando…davanti a me!!
Saltai sulle gambe di Pà…non potevo crederci.
Arrivò un pallone dalla destra, a sinistra dello schermo:
si tuffò in anticipo in piena area…lo sfiorò….facendo due capriole!
-“Hai visto? Era lui…”
La  mia testolina cominciò ad aprirsi, fibrillavo - “…e’ matto! Che ha fatto?”
-“Te l’ho detto che è diverso! Solo lui fa cose così!”
Poi, prese palla a metà campo, saltò un tipo, poi un altro con un doppio passo, poi la passò, la riprese…lo miserò giù…
“Che vuole fare?”
Si alzò uno spiovente di Neeskens, altro tizio che ricordo benissimo, un tipo pure lui particolare, un capellone biondo, rapido, sembrava gobbo…nel bianco e nero della Rai…
A proposito, con quei filmati, sembrava di essere negli anni ’30, nella nebbia…
C’erano interferenze, il grigio era sbiadito e sfumato, vedere per intero una partita corrispondeva ad…un’impresa!
Torniamo a noi.
Il pallone era in alto, in una parabola lunga…
So solo che lo vidi allungarsi, battendo il difensore:
artigliò la palla con il sinistro, alzandolo pericolosamente sopra la testa del malcapitato, la sfera tornò indietro, ma lui la ricolpì di destro…
mio padre si alzò…”Madonna mia!”
Il pallone, tra onde elettromagnetiche, foschia densa e righe verticali, rimbalzò due volte, sembrò cambiare traiettoria, lentamente, ma si insinuò in un pertugio all’angolo.
“Goal!!! Goal! ….Cruijff!”

Non rimembro oltre…qualcuno mi ha ricordato qualcos’altro:
cadde un’anfora, nel salotto, ma parliamo di altri tempi, succedevano cose precise, ne ricordo alcune, contavano ed erano tutte importanti…
Quella sera è ancora lì, Riva “Rombo di tuono” e Rivera “l’abatino”, insieme alla sfida ed al goal di Bettega (Bobby-gol!) all’Argentina nel ’78, Spagna ’82, le gioie e le lacrime sportive, le risate del mio Papà…nel corso dei decenni!
Cruijff pure, da qualche parte, in una vecchia sala di un vetusto appartamento degli anni’70!
So anche che è stato avventuroso, ha giocato negli Usa, ha vissuto una grande vita, da miliardario ed indipendente, vincendo tutto più volte da allenatore in Spagna e Olanda, 
ha creato famiglia ed amato, tanto.
Il destino lo aspettava.
Sfortunato, nonostante un fisico sempre asciutto ed attivo, da fumatore accanito, subì diversi infarti negli anni ’90…ed operazioni cardiache gravi.
Qualche esperto, in particolare Gianni Mura, figlio ed erede del gran Gioàn Brera dei vecchi tempi, 
lo indica come “fonte” ispiratrice e tecnica della dinastia del Barça iberico, grandioso a livello mondiale negli anni, la piattaforma di lancio di un vero fenomeno calcistico e generazionale.
Insomma, un giocatore fantastico, una persona meravigliosa, un personaggio eccezionale.
So che appartiene al mio immaginario, alla nostra storia, allo sport ma anche a qualcos’altro.
A qualcosa che compone e collega una parte del mosaico del tempo di cui facciamo parte tutti.
Un tassello di vissuto indimenticabile, reale ed assoluto, in viaggio nell’infinito.
Della nostra memoria.
 
 
 
g.m.
RosetoSportiva.net