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BASKET - NBA SHOTS
Gara 4, 2° Turno -Western Conference, Playoffs 2016:
Golden State Warriors at Portland, vs Trail Blazers.
È la gara grazie alla quale…”ricominciano” i…veri Playoffs!
Non parlo solo del ritorno sul parquet dell’unico MVP “unanime” della Storia della Lega!
E nemmeno del fatto che, al di là di ogni ragionevole dubbio, il piccolo “Mister Circus” ci abbia ricordato chi sia e cosa rappresenti nella pallacanestro mondiale:
avevamo, a quanto pare, dimenticato del tutto o quasi, tanto che qualcuno ha addirittura ipotizzato una “combine della Nba” nel fargli fare….”…40 punti dopo l’infortunio e lo…0/9 del primo tempo!!? Non è possibile…”, appunto, come Steph possa stravolgere tutto e tutti con i suoi “instant-moments”, fatti di funamboliche magìe sul campo, un qualcosa di cui riparleremo, per chiarire alcune…”polemiche gratuite”in giro da un po' sul Web e negli Usa…
No, c’è qualcos’altro da premettere:
nessun pronostico, nell’intero passato delle gare decisive per il Titolo, può…reggere, senza calcolare episodi, incidenti e, soprattutto…infortuni!
Pensate veramente che, con Chris Paul a pieno regime, mettiamoci anche Griffin Blake (?), i Clippers avrebbero perso a quel modo, con la comunque futuribile e giovane Portland del favoloso anch’egli, “Demon” Lillard?
O che, con Curry in panca, i GSW avrebbero massacrato quest’ultimi, senza una vera chance?
Gli infortuni, purtroppo per la Nba, decidono tutto, completamente ed in assoluto!
Basterebbe ricordare, (senza tornare ai miei vent’anni), il “naso rotto” di Steve Nash contro gli stessi Spurs, i gravi infortuni di uno stupefacente Derrick Rose, gli incidenti recenti occorsi (e ne discuteremo) a Kevin Durant e Russ Westbrook ad…anni alternati (compresi Playoffs!), o soltanto quelli di un eroico Wade o della coppia Cavs della scorsa Finale, Love/Irving?
Che dite?
Siete proprio sicuri che…nulla, proprio nulla sarebbe comunque cambiato, in sfide decisive per l’Anello Finale?
Prendiamo quest’anno.
Meno male che…Steph c’è, che a LeBron ed i suoi non succeda nulla, che gli “ormai” grandi e maturi OKC (sani stavolta) abbiano potuto dimostrare di essere “superiori” fisicamente ed atleticamente a San Antonio e che Wade, sano come un pesce, abbia potuto, ancora una volta, lasciare l’impronta di una “Leggenda”, pure con i suoi acciacchi a 34 anni! O no?
Abbiamo detto come “il Circo” di Steph stia aspettando…gli “Ohio Brothers” di LeB.
Rimaniamo sul pezzo!
Intanto si è rifatto male…Bogut (oh no, ci risiamo!), ma fermare Curry rimane un dilemma:
nessuno può farlo.
Tranne gli “sfavoritissimi”….Thunders!!
Contro di loro, il bilancio è infatti….3-0!
Ma, lo hanno dimostrato contro gli “antichissimi” Spurs, può diventare un…vantaggio:
nessuna pressione e la volontà di imporre la propria sorte!
Come non potevamo prevedere la sfortuna nera dei Clips, così non riuscivamo a concepire come un team da 67 vittorie in stagione, un record per la franchigia anche in casa (40-1!), con due conclamate “stelle”, tre (ex, ora!) “Big” da Hall of Fame, una panchina fantastica (la migliore, nettamente!) e l’immarcescibile coach “da battaglia” (3° in vittorie nei Playoffs!) con 5 Titoli all’occhiello e 20 anni in carica, potesse, nettamente…perdere!!!
In una serie contro, tra l’altro, la squadra “incompiuta” per antonomasia, quella del “pazzissimo” Russ e del “soft” trentellista KD dei “soliti” OKC! 
Ma il campo, tradizionalmente, ha…risposto…altro!
Dopo le prime due gare e, se non si era capito, nella conclusiva gara 6 di stanotte, l’”arcano” è stato svelato: checchè ne dicano i soliti “soloni” (nati ieri…), nel basket di oggi si corre, corre, salta-salta, eppoi ci “si incontra” pure!
L’abisso atletico tra le due squadre è stato impietoso:
il solo e unico “atleta” MVP Defense Leonard, alla ricerca spasmodica di soluzioni sul parquet, non poteva e non potrà neanche in futuro, bastare!
E se mi parlate dei magnifici 39,5 delle due di Aldridge, vi rispondo che, alla lunga hanno avuto ragione, per gerarchia, Donovan, Ibaka, il colossale Adams, e pure Kanter!
Infatti, dopo due “cene fuori” con lo spietato “mid-zone jumper” di LaMarcus, questi ultimi tipi gli hanno preso …le misure! Isolandolo e, fisicamente, sovrastandolo!
Ed ecco l’altro punto: i Thunders hanno letteralmente dominato sotto le plance, schiacciando e umiliando a rimbalzo i logori lunghi degli Spurs…
L’atletismo e, quindi, la pesante e generazionale fisicità dei freschi e più giovani atleti di OKC, hanno annichilito anche le più fervide idee in post del pop e Big Tim:
se ci aggiungiamo i tiri da tre sbagliati in sequenza, e la mancanza di un “arbitraggio più favorevole” ai veterani del Texas, la frittata è presto fatta!
Nessuno mi toglie dalla testa che, passati gli anni, decaduta la reattività, invecchiato il fisico e giunti rallentati sulla soglia degli over 35, gli Spurs hanno trovato “il muro” dell’arbitraggio:
i ritmi di gioco sono centuplicati, gli OKC super-umani arrivano e passano come “Frecce Rosse”, Adams è un Tir a 4 ruote motrici e zio Russ è uno schizzo nello spazio-tempo!!! Provateci voi…
E, dato il talento offensivo di un immarcabile KD, il travolgente, strepitoso ed esplosivo Westbrook, reo delle ultime una-due penetrazioni decisive di gara 5 e 6, pur lasciando palloni su palloni ma anche lampi di un coraggio devastante, basti pensare alle imprevedibili…bombe…da fermo (!!), è il connubio “classe-muscolarità-difesa” tra i due astri ed i gregari, a trionfarla…
Roberson con il suo “high” (14 e 7) e la difesa asfissiante sull’unico rischio-Kawhi, Kanter con il suo dinoccolarsi a rimbalzo (13 nella 5 ed un gioco d’inerzia fisica nella 6…), e soprattutto il vero…MVP della serie, secondo il nostro smodato parere, il “maori” neozelandese con baffo ritorto da mongolo:
Steven Adams è stato…boh…onnipresente, possente, “rodmaniano” nelle carambole e le palle vaganti, sempre sul momento, il pezzo, l’episodio, il traffico, nella lotta e sulla…battaglia!!
Commovente e determinante, entrando nella testa di Duncan e degli altri avventori al tabellone, girando al doppio della velocità ed al triplo della forza fisica! Un Superman!
Senza poi, la sagacia e l’astuzia di coach Billy Donovan, la cui “scelta-difensiva”, forse meglio parlare di “svolta”, a favore del di già presente super-attacco della coppia, la sorte tecnica non avrebbe pagato il massimo dell’investimento: la difesa fisica e muscolare, unita agli spazi offensivi e la micidiale transizione, rende “grande squadra” Oklahoma City, ora si può dire.
Saranno spettacolo e divertimento, con Steph e soci.
Favoriti i soliti Warriors, ma la competitività del Russ spasmodico e dell’ambizioso KD, possono fare una piccola differenza. Sfavoriti ma, per l’appunto, privilegiati.
Spendo, per loro, ammirazione, pure in ottica James: hanno tolto di torno Kawhi, l’unico anti-LeBron in giro.
Quindi, l’ultima sugli Spurs: i tre Big sono alla definitiva scelta.
Anche Pop sa che né Parker, umiliato da RW, né Ginobili sono più competitivi nei Playoffs:
la squadra è da rifare sull’asse Leonard-Aldridge, è stato evidente il “gap” fisico tra Regular Season e dopo.
Tim Duncan è un Mito ed una…Leggenda che…cammina ancora, non so per quanto:
una cosa è sicura ed è che non farà mai un “farewell Tour” alla Jabbar od alla Kobe.
Passiamo ad Est: poco da dire. Non mi interessa chi passa tra Miami e Toronto, l’unica da me indefinibile.
Ha sorpreso con Indiana, ed ancor di più con gli Heat, ma il destino è segnato dall’infortunio di Whiteside (ancora uno…): D-Wade è…lui! Si batte e contorce come un giaguaro nella jungla amazzonica…mi piacerebbe vederlo e riabbracciare il suo amico LBJ, ma tutto è comunque segnato dalla “missione” secolare dei Cavs, ingiocabili per la Conference intera, a causa della mancanza di talento o…punti (vedi Atlanta) del prossimo.
Una risposta, la devo, ai “detrattori” della Lega di oggi, come Chuck Barkley e Tracy Mac;
ragazzi, non ho mai giocato nella Nba e non so che significa, ma ditemi:
forse la competizione, stravolta tra Campionato e Playoffs, si è concentrata tra GSW, Spurs, OKC e Cavs, (poveri i Clips!), ma volete continuare a non riconoscere la velocità, l’atletismo ed il talento dei nuovi tizi sul parquet? Non lo hanno, il talento, Durant, Westbrook, Harden, Paul, Thompson, Irving, Thomas o Lillard?
Non avrebbero giocato, loro e atleti-super come Davis, Leonard, Ibaka, Griffin o deAndre Jordan, anche negli anni ’80 e ’90? O i soli “muscolari e fisici” Green, il tiratore statico Love o anche, con la sola dinamica e violenta forza fisica, uno Steven Adams della serie contro SAS?
Pensiamoci.
L’ultima è che rimane invariata.
Steph aspetta ancora LeBron, e si sta un pochino…infastidendo.
Perché? Ovvio, se supera OKC, gli tocca fare gli straordinari, con l’unico team che ha, per l’occasione, un “piccolo Rodman” (Tristan), un 4 tiratore-rimbalzista (Kevin), una botte di carne con la palla (Kyrie) ed il suo unico “rivale-segnato” sul pianeta: non è detto che sia scontata, stavolta.
 
 
 
g.m.
RosetoSportiva.net