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BASKET - NBA SHOTS
Magic JohnsonSpectrum di Philadelphia, Gara 6, Finale Nba 1980.

Quasi sicuramente la data che sancisce, nel basket, l’avvento di un nuovo modo, imprevedibile , di considerare ruoli e limiti tecnici di un giocatore ed il suo impatto sulla squadra ed i suoi risultati!
Kareem Abdul-Jabbar , centro-simbolo dei Los Angeles Lakers e dell’intera Lega è …a casa, infortunato, nel quartiere di Bel-Air, ad L.A., per recuperare in vista di…gara 7!
I suoi compagni devono incontrare i Philadelphia 76ers di Julius Erving (..guarda un po’!) per il Titolo Nba!
Earvin “Magic” Johnson, 2.05 dal talento ed un entusiasmo pari solo alla sua arroganza tecnica, play-maker (?) rookie della squadra, si avvicina al coach Paul Westhead e gli sussurra qualcosa…
Il giovane assistente Pat Riley, Norm Nixon, l’altro asso che fino a quel momento offusca la figura sportiva di Magic, Jamaal Wilkes, che dovrà marcare il Doctor e…qualcun altro, si guardano interdetti!
Poco dopo, al centro del campo, gli arbitri chiamano i due centri per la “palla a due”ma…da una parte c’è il pivot dei Sixers , il lunghissimo stoppatore Caldwell Jones… dall’altra…il “play” dei Lakers, Magic Johnson!!!
Gli sguardi di tutti, giocatori, arbitri, tifosi, si incrociano fra loro…
Che sta succedendo?
Succede che quel pazzo di Magic, gioca…centro, al posto di “Big Fella”, ed incanta i tifosi di Pallacanestro di tutto il mondo, dimostrando che una guardia di 2 e 5 può dominare in “post”e vincere…il Titolo Nba!!
Un evento storico, anzi”L’evento” come lo chiameranno tutti negli Usa !
Magic finirà quella gara con 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist evoluendo anche come ala piccola e grande, mutando continuamente posizione e gioco, andando al rimbalzo offensivo, marcato da Hollins, Jones od Erving , rubando palla, conducendo o..concludendo in contropiede, passandola e riprendendosela in post, insomma…una partita strepitosa!
Mvp delle Finali, 1° Anello Nba e fatto mai accaduto prima.

Da quel giorno, Magic sarà per tutti Magic !!!

“Con lui, ritrovai la voglia di giocare degli esordi…”disse Kareem, il quale con Magic in squadra vinse 5 campionati ed allungò la carriera fino ai…42 anni!
Da quel momento e, con la cessione di Nixon ai Clippers e l’ascesa di Riley sulla panchina, inizia…lo “Show-Time”dei Lakers!!!
Magic gioca play, ma è come se giocasse…dappertutto: imbecca Jabbar con lo “screen & roll” per comodi “Sky-hook”, innesca il contropiede
andando al rimbalzo difensivo ,“direttamente”, lanciando gli spettacolari Michael Cooper e James Worthy, futuro Mvp Finals dell’88, cerca Rambis per un gioco a due e, sul lato debole, il bomber Byron Scott, per un altrettanto comodo tiro da 3 punti! Tira in sospensione dalla media con una mano(?), cambia mano in entrata, passa la palla “nel traffico” da  fermo ed in movimento, dietro la testa e sotto le gambe, con “la visione di gioco più vasta di sempre”…
Capace, Magic, di dare un “five” ad un compagno o salutare una “cheer-leader” a bordo campo e, contemporaneamente, smarcare con un assist “no-look”di 10 metri un altro compagno, in transizione o sotto-canestro!
Incredibile!!
Cambia la sorte dell’intera Lega…
I Lakers diventano “La Squadra del Decennio”!!
La prima a ripetersi “Back to Back”dai Celtics del 1969!!
5 Titoli in 8 anni con i Celtics, i Sixers, i Rockets, i Pistons in giro!!!
Fantascienza!
Gradualmente, usciranno fuori i “geni”di Pat Riley e Magic Johnson, 
la”mente”ed il “braccio”delle imprese di Los Angeles.
Magic è un “coach” in attività, sul campo!
Contro Larry Bird …diventa Leggenda!
“E’ stato l’unico giocatore che abbia mai temuto, il più intelligente e furbo che abbia  mai affrontato. Contro di lui ho dovuto dare sempre il meglio di me stesso!” -disse Magic di Larry Bird, col quale, ai tempi della Finale Ncaa non si capì, ma che poi divenne addirittura il suo migliore amico, al punto che l’introverso mito di French Lick fu il primo a chiamarlo, in seguito all’annuncio della sieropositività nel 1991, rimanendogli accanto anche nell’inaspettato ritorno del ’96.
Contro i Boston Celtics, infatti, l’uomo di East Lansing dovette innalzare il livello di competizione e portare il suo talento oltre ogni limite.
Superare la soggezione psicologica che subiva ogni volta che si trovasse di fronte al N°33 bianco-verde, ed alla sua bionda chioma, non facile in un ambiente anche un …po’ razzista!
Nel 1987, arrivò ad inventare, perfino …”il Baby Sky-Hook”, il piccolo Gancio-Cielo, ispirandosi a Kareem, con il quale vinse il Titolo contro Boston, per poi , su consiglio di Riley, data l’età avanzata di Jabbar, innalzare la sua “media-punti” stagionale fino a 23.9 , coinvolgendosi di più in attacco, perfezionando i liberi e iniziando a tirare da tre, portando a casa…altri 2 titoli! 
Praticamente, elevando gli “standard” mentali, tecnici e fisici, fu in grado di arrivare a decidere di “poter fare” quello che volesse, a comando, secondo le sue esigenze e di squadra o gli episodi ed infortuni vari…senza l’atletismo di un …saltatore o le doti innate di un Bird!
La sua grandezza fu tale che, arrivò a giocare, senza Jabbar e Riley, con …Divac e Dunleavy, la…9° Finale, contro un devastante Jordan, nel 1991, in un simbolico “passaggio di consegne”, lui, diventato un’ icona per il mondo Afro e non, soprattutto dopo l’annuncio-shock sulla sua sieropositività all’Aids, il cancro del nuovo millennio, che fece disperare Jordan e Bird, piangere Barkley e Malone sul campo e costringere, anche questo, fatto mai accaduto nel basket, il “commissioner” David Stern a convocarlo, da…malato e già “ritirato” dall’attività, all’All-Star Game del 1992, dopo che i tifosi e gli allenatori votarono, all’unanimità, proprio e soltanto…lui!
Fu una partita indimenticabile, “il suo momento”, Magic contro Jordan, Magic contro Thomas, Magic che infila 3 bombe consecutive, tra la commozione generale, per poi finire con la palla in mano ed innalzare il trofeo di…Mvp! Memorabile.
Jordan pianse ancora: “…sono venuto solo per lui, è la sua serata, io amo Magic, tutti lo amano!” e, con lui, i fans di tutto il globo!
Vinse la medaglia d’oro dopo aver smesso, con il “Dream Team”, accanto al suo amico Larry , ci riprovò come giocatore (nel 1996…) e pure coach, ha fatto e continua a fare soldi a palate da…imprenditore a tutto campo, con vari “Business”, ma l’importante è che Magic abbia, ormai da tempo, superato la malattia e, mantenuta, costantemente, la sua essenza, allegra e spontanea.
E’ stato pure richiamato, recentemente, dai nuovi e giovani Lakers dei figli di Buss e di coach Walton, dopo esser apparso, un giorno sì…ed uno, no…in tutti i programmi della Tv Usa…
C’è poco da dire, ancora.
Magic è Magic e non ce n’è un altro! A presto.
 
 
g.m.
RosetoSportiva.net