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BASKET - NBA SHOTS
Abdul Jabbar
Nel primo pomeriggio di un sabato qualunque, un venticello fresco ed un sole pallido, accolgono due tipi, altrettanto “qualunque”, alla Pineta di Pescara…”Ti rendi conto, Giampiè?”, mi dice l’amico Nicola.
No, forse no. Ha ragione.
La fila di curiosi, giovani e meno giovani, attende all’ingresso dell’ex-Aurum, una struttura neo-classica ridipinta e ristrutturata all’uso, mentre un enorme addetto alla sicurezza sentenzia: 
“Credetemi. Hanno sottovalutato l’evento…nessuno si aspettava….1500 persone per lui!”
“Non esiste solo Michael Jordan, a questo mondo, o no?” –penso.
L’atmosfera è un po' grottesca e surreale, ed il sottoscritto identifica in “veri esperti “ e “fans appassionati”, solo coloro che, sotto i 30 anni, girano in “t-shirts” e caps della…Nba o dei…Los Angeles Lakers!
A quel punto, nella mia mente, ricominciano quei “flash-back” che mi tormentano da anni, riapparsi fin dalla mattinata in questione!
I Sixers contro i Lakers, i Lakers contro i Celtics, Kareem contro Moses, Kareem contro Parish, e così via…scorrono i filmati…e c’è sempre Lui!
Il concetto di Mito, nella mia adolescenza è…esploso in tal modo, mi ha accompagnato fino alla maturità ed ora, vuole una conferma definitiva, alle sue…aspettative!!
Al mio latente subconscio, non interessa minimamente che ci faccio lì, chi ha preparato cosa, e come (!), che ci entri…il giornalista Luca Sofri, chi abbia finanziato e supportato i fratelli Pomilio, per poter disporre di tale potere organizzativo, dei “poveri” ed interessanti ospiti, un professore ed un artista-fotografo coinvolti nel…convegno, palesi “burattini” dell’evento, a cui nessuno bada, vista “l’altra presenza”, no…… affatto!
Tantomeno la confusa folla, i vecchi bacucchi della borghesia pescarese, le inconsapevoli autorità o le belle…avventrici delle serata!
Chissenefrega!
Sono qui, perché…

Al mio immaginario, alla mia fantasia, interessa solo quella figura, altera e distaccata che, apparsa fin dal tardo 1979 in Tv, ha da allora rappresentato quel mondo lontano e remoto, illusorio e sognante, che è sempre stato il Basket Nba!
Jabbar a Pescara
Come per i “supereroi” ed i fumetti anni ’70, come per ogni idolo infantile ricorrente, quel “personaggio” simboleggia un ‘epoca ed un viaggio nei ricordi…
La sua maglia gialla con il n°33, il suo fisico longilineo e scolpito, i suoi “googles” ed il suo celeberrimo “sky-hook” , costituivano il “punto di riferimento” di tutti i campioni d’oltreoceano, il “grande vecchio” della pallacanestro Anni ‘80, per noi stupefatti ragazzini, l’erede dei Grandi del Passato, il “simbolo”, appunto, dello sport “a stelle e strisce”, e per chiunque potesse solamente immaginarselo o desiderare…
Nel mondo, aveva fatto già notizia di sé, non poteva essere una…novità o, solamente, uno “scoop” all’uopo, come oggi va tanto di moda, tra l’altro per pochi…secondi!!! Ma…tant’è!
Inutile, da parte mia, (tutto vero) informare un’autorità completamente “all’oscuro”, che….Lui, il mitico ospite tanto atteso, sia un…autore editoriale dagli anni…’80, un riconosciuto scrittore di “best-sellers” (mai sentito parlare soltanto di…”Giant Steps”?), sciocco ed esiziale, il mio tentativo di capire se ci fosse, solamente un esperto conoscitore, in grado di formulargli perlomeno una…domanda pertinente, sensata od all’altezza del suo rango!!
Ed ecco, nell’ansia dell’attesa, che mi ritrovo, con il mio incredulo compagno d’avventura, addirittura in…prima fila, grazie all’interessamento di un terzo amico, comunque sempre presente, e ben conscio di cosa rappresenti il “tutto stia per accadere” per il…sottoscritto (!), dopo aver percorso, sotto anestesia totale, i corridoi dello stolido palazzo.
Forse, davvero, non esagero, l’esperienza emotiva di una…vita!

 Mi riscopro, di lì a poco,  a nemmeno…due metri dalla…”sua” poltroncina, non ci posso credere:
“Sono qui, Kareem!...davvero.”- mentre scorrono video ed immagini della sua stupefacente carriera:
lui con Alì e Russell, in duello con l’immenso Chamberlain, accanto al suo Magic in un “All-Star” e, prima di un gancione dei suoi, la foto più a lui “cara”, quella con il mentore e “secondo padre” John Wooden, head-coach della Ucla, vincente ed imbattuta, dei suoi 20 anni!!!
Vice-prefetti, sindaci, alti prelati o pseudo-giornalisti che siano, non fanno distogliere lo sguardo dall’ingresso.

Quando appare, dominante la folla, altissimo e lunghissimo, con il cap da baseball stagliato sullo sfondo, adombrato dalle pareti della struttura, schivo e curvo, con l’incedere dinoccolato che l’ha reso famoso sul parquet, dalla magrezza impressionante ed il “look” semplice, rimango folgorato!
Non posso non ripensare a quello che scrissi sul racconto a lui dedicato su questo blog (vedi archivio-Nba Shots):
ovunque vada…è seguito sempre da un’aura leggendaria, “…in silenzio, nel nome di un mito che avvolge la sua personalità ovunque si trovi e ne definisce il fascino ed il mistero…the Big Fella, a poco a poco, è tornato…”
Eh, sì.
Ma luci, boati e flash, non contano.
Proprio in un silenzio assordante, si avvicina a noi, annuisce con il piccolo e calvo cranio, sorride, accenna un sorprendente inchino, ed il sottoscritto…lo scruta, vivisezionandolo (!):
carnagione grigiastra, occhi vivi e brillanti, giaccone in pelle “vintage”, pulloverino prugna e polo a righe alla “marinaia”, pantalone nero e…calzette, si calze dei…Lakers, anni ’80 però, su scarpe “finto-coccodrillo”…. 
-“…a Giampiè, nun se l’è mica tolte…dai tempi! Sò proprio quelle degli anni’80!!”-allunga…il sardonico dr. Nick!!!...imbarazzandomi.
“Great!” –urlo- “Great!! Grande Kareem!!” –grido ancora!!!
La gente, intorno, è perplessa!
“N’sanno un…buco de nulla!!” –vero.

Abdul Jabbar a Pescara
Il di già Ferdinand Lewis Alcindor Jr., alias Kareem Abdul-Jabbar, è innanzi a me, posto ad un metro da noi, ma è “il resto” che…non funziona!!! Per tutta la serata!!! Credetemi….
Disse un giorno, Charles Barkley: “ Dilettanti allo sbaraglio, stronzi di classe olimpica!!” – riferendosi ad ingenui ed incompetenti giornalisti.
Beh, è quello che sento ed ho provato ieri sera.
I presentatori dell’evento, lungi dal porre l’attenzione sul soggetto e la sua storia, rappresentano quanto di più remoto e disinformato possa esistere in simili circostanze:
il pur diligente e professionale Sofri, ponendo raffiche di quesiti esclusivamente sociali e politici, rivela di non conoscere affatto la sua carriera, giungendo al punto di affermare -“Caro Kareem , ma lei, non pensa che la carriera da autore di libri abbia superato perfino quella da…giocatore?” –cosa???...ottenendo un sogghigno inevitabile da parte dell’annichilito Jabbar!! Incredibile!
I microfoni non funzionano mai, la traduttrice è costretta a raggiungerlo sul palco, giungono domande assurde e non-sense, un tizio anzianotto dietro di me, dopo essersi dilungato con la “sua” personale presentazione, tra fischi e pernacchie, conclude con un “Non so chi sia lei, ma mi chiedo perché, sui suoi libri, non attacca…l’Isis?” (!!??)…..capito l’antifona della manifestazione?
Il musulmano Kareem è un signore e risponde a tutto.
Aggiungendo e completando, con sue profonde e colte riflessioni, le stolte ed ovvie argomentazioni…
Ma, continuo a chiedermi:
“ Ad uno premiato con la medaglia presidenziale della Libertà, che ha affrontato pubblicamente, con coraggio, i temi della cultura, razza e religione degli anni ’60, convertendosi all’Islam in tempi non sospetti, non una domanda sui rapporti personali intercorsi con il reverendo King, con Cassius Clay poi Alì, con Bruce Lee, Bill Russell o altri grandi della sua Era?
Non un solo riferimento alla sua rivalità con Chamberlain, la sua fraterna amicizia con Magic Johnson, che lo ha aiutato nei momenti di crisi (ed è stato richiamato recentemente dai suoi Lakers!), l’evoluzione del gioco nella Nba che, partita dal suo “Show-Time”, è giunta allo “Small-ball” dei LeBron e dei Curry di oggi, o solamente, l’accenno alla fine dell’epoca dei grandi pivots come lui, che con il ritiro dell’ultimo grande, Shaquille O’Neal, sembra essersi indegnamente esaurita?”…..
No, caro Giampi, niente di tutto questo!
Nessun quesito storico, tecnico, in prospettiva futura. Zero.
Ma…un attimo.
E che cazzo:
“…ha giocato per 20 anni contro tutti, solo lui saprebbe rispondervi!
Che ne pensa del basket di oggi, chi ammira, in chi crede, cosa pensa del domani della Nba? Che faranno i Lakers con Magic nello staff?
Com’era Wilt, che ne pensa di LBJ, è vero che avrebbe voluto sfidare Shaq? Lo ha affermato sul Corriere della Sera….
Obama lo ha premiato e l’ha nominato pure “ambasciatore della cultura”, quali soluzioni o opinioni, cova nella testa?”
Non è possibile, nessuno glielo chiede……
L’indifferenza generale che serpeggia, lascia…me, attonito.
Osservo in tondo….pupille da…squalo!
Quella figura, così delicata, umile, colta ed intellettualmente sopraffina, sta per andarsene di nuovo, pensando che gli italiani badino solo a formalità e “accenni estetici” alla cultura, al freddo marketing, se non al bieco “business”, dimenticando cosa invece, profondamente, lui rappresenti…per il mondo Afro, religioso, storico, sportivo.
Il sottoscritto, senza falsa modestia, crede quale sia la fredda e spietata realtà:
essendo “nessuno”, non mi è permesso di intervenire in alcun modo, io, che ho, tra le mani, i miei racconti su di lui, gli articoli e le immagini del “suo” ritiro, le colorate “memorabilia” da sempre custodite con cura….
Appunto, da “signor Nessuno”, nonposso testimoniare il mio spassionato amore per Kareem ed il suo mondo, e mi chiedo, ancora, ponendo fine al “martirio” mentale, qualcosa che penso da tempo:
tutta ‘sta gente, sta qua per rappresentarsi, con i propri “titoli” ed i mille incarichi, ma…“sono qualcuno”?
O forse, è più realistico pensare che “…rimango comunque un beato Nessuno, ma tra mille Nessuno come me!” (?) che credono di essere “Qualcuno” nella vita, dimenticando che…“il Qualcuno vero” sia, invece, quello che hanno inconsapevolmente “snobbato”?
Volgo lo sguardo a Jabbar, il quale, ricevuto un insensato (ancora?) premio, saluta e, semplicemente, se ne va…..nel suo “limbo”, quello delle Leggende!
Nel suo svanire nel nulla, così com’era apparsa all’inizio, quella interminabile e sinuosa, enigmatica figura, mi detta l’ultimo messaggio:
“Indelebile rimarrò, nella tua memoria. 
Non mi dimenticherai mai!”
Ed è così, oltre ogni ragionevole dubbio.
Ingigantendosi ai miei occhi.
 
 
g.m.
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