Mark Eaton, il colosso della Nba! PDF Stampa E-mail
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BASKET - NBA SHOTS
Scritto da Giampiero Massacesi   
Venerdì 04 Giugno 2021 12:00
Mark Eaton
“Thomas & Mack Center”, Las Vegas, 5 Aprile 1984.
I favolosi Los Angeles Lakers, ospiti “una tantum” della “città del peccato” del Nevada per…ovvi motivi “promozionali”, sono “sfidati” dagli Utah Jazz, giunti alla loro 10a stagione nella Nba…
Un’insolita quanto…”epica” serata, fortunati i presenti avventori, quasi 18mila sugli spalti gremiti…
Lungi dalla loro migliore formazione “All Time”, quella degli Stockton e Malone per intenderci (i quali “piomberanno” sulla…terra dei Mormoni  dai “Drafts”, di lì a poco…), ma comunque in grado di regnare sulla Midwest Division di allora, con un bilancio discreto di 45 vittorie e 37 sconfitte, che li pone anche in buona prospettiva…“Playoffs”!
I Jazz del 1984 schierano, tra gli altri, il leader emotivo nonché “First All Star” a Denver, Colorado, primatista nelle “palle rubate”, Rickey Green, un odierno Mike Conley con due “pistoni” nelle cosce (!?); il “saltatore” di Louisville, Darrel Griffith, “Miglior tiratore da tre punti 1984”; la vecchia “gloria” John Drew, un quasi 2 metri di Alabama anch’egli 2 volte tra le “stelle”(1976 e ’80!), con un passato “tossico” ed ormai 30enne… Quindi, in “spot 3” nientepopodimeno che il celeberrimo “bomber” di quell’anno, tipo indiscusso da 30 “prugne” per alzata di “suola”, la sua seconda volta ( già nel 1981…), Adrian Delano…Dantley, una “vecchia volpe” di 195 cm. soltanto, con ben 6 convocazioni “All Stars” (tra il 1980 e l’86…) sul groppone, rimasto negli “archivi” grazie all’unicità del suo gioco in “post-basso” da ala piccola!
“Dulcis in fundo” un altro popolare “veterano” dei Jazz, passato pure per Cantù (Italiota…), il 2 e 11  Thurl Lee Bailey, “verticalista” acerrimo…
Squadretta niente male, ben costruita e disposta sul parquet dall’esilarante (davvero!) coach Frank Layden, un indimenticabile “buontempone” sovrappeso (“Porto a spasso…mio fratello!” soleva scherzare!!) capace di solleticare sarcasticamente e ripetutamente i più piatti “morali”, ma anche di “dirigere” con solennità uno dei team più futuribili della vecchia Lega…senza “alibi” alcuno!
Accanto a lui, sulla panca, il suo “allievo” mister…Jerry Sloan, un ex-Bulls, “Toro” anche di…fatto (!), come scopriranno nei successivi…27 anni a Salt Lake City!!
Siamo nel…palazzo, indietro nel…Tempo:
la palla è gestita sulla linea perimetrale dallo “Show Time” in persona - Earvin “Magic” Johnson, nel “sordo” rumorio proveniente dalle tribune, il “sottobosco” musicale e le…luci abbaglianti tipiche della teatrale atmosfera “hollywoodiana” contornante abitualmente le luminose gesta dei “giallo-viola”, a loro volta di già pluri-finalisti (3) e “bicampioni” (1980, ’82…).
Lo spettacolo è garantito, anche perché il nostro “magico” -due e cinque- recapita puntualmente il pallone a spicchi al suo “Big Fella”, compagno di mille battaglie:
Kareem Abdul-Jabbar, il meraviglioso centro di due e diciotto centimetri, anch’egli nonostante ormai 37enne, al vertice della propria longeva  carriera, riceve sulla linea di fondo, nell’angolo destro del campo…
Il pubblico intero, all’unisono, si alza dalle poltroncine soffici del “Mack”, conscio dell’imminente “evento secolare” in divenire, storico “testimone oculare”…sfumano le note musicali, invasivi…”flash” lampeggiano nell’etere!!
Un’azione indelebile negli annali a dir poco, una di quelle da “cineteca” post-bellica:
“The Captain”, palla ben salda nei suoi artigli, finta verso il centrocampo con le braccia protese, poi con la testa calva rotea il busto asciutto dall’altra parte, in una surreale coordinazione psico-dinamica, al tempo stesso distende la sua sinuosa figura in verticale, con il pallone altissimo nell’aria “riproducendo” per l’ennesima volta il…gesto più irripetibile ed in-stoppabile della Storia del Basket:
lo “Sky-Hook”, il fenomenale “Gancio-Cielo”, l’”arma più devastante mai esistita” rimasta nell’Eternità della Pallacanestro Mondiale!
L’aspetto più incredibile ancora oggi, evidente in foto e video, è la…distanza tra sé ed il canestro, così come l’apparizione dal nulla del…gigante avversario, che tenta l’impresa difensiva disperata!!
I Jazz di oggi gli rendono onore
I polpastrelli del fuoriclasse rilasciano una parabola altissima e vellutata, il pallone sembra girare ad effetto ed al contrario all’apice della sua rotazione, un decimo di secondo "senza respiro” nella finestra “senza tempo” dello Sport, per…piombare definitivamente “in the Net!”, senza neppure sfiorare l’anello, nella solita candida…retina!!!  Un “attimo” da…Leggenda!
Kareem si gira altero ed orgoglioso, alza il dito indice nel cielo, la folla gli riserva una “standing ovation” senza precedenti, da “figlio unico” prediletto viene raggiunto dalla cara madre Cora sul campo, dal neo-“Commissioner” David Stern con baffo, perfino dal suo ex-rivale Wilt Chamberlain in persona, in un abbraccio rimasto anch’esso nell’immaginario collettivo!
Il “convertito” musulmano Ferdinand Lewis Alcindor Jr., nativo del Dyckman Street di Inwood, Upper Manhattan nella City (NY), ha messo a segno il punto numero 31.422 della sua 15a stagione in carriera, superando appunto il magnifico Wilt nella classifica “All Time Leading Scorer”, come “Miglior Marcatore della Nba” di tutti i tempi, un “record” mai più superato nei successivi…37 anni!!
Al suo “ritiro” definitivo, avvenuto nel 1989 a ben 42 anni di età, il totale/punti sarebbe salito sul “tetto” dei fatidici…38.387 (!), “irraggiungibile” se non per il…LeBron James dei nostri Tempi, già “issato” alle spalle del solito Karl Malone, “fermo” ai 36.928 dal…2004 (!), ai giorni nostri!
Tutto questo, ironicamente, per…”memorizzare” il nome dell’imbarazzato centro avversario di quel giorno indimenticabile, il quale, “incassato” il “fatale” Gancione dal suo comunque “idolo” Kareem, si approssima alla panchina di …Utah (!), per riservare a sua volta ed assieme ai compagni…il giusto “Omaggio” a “Big Fella”!
Quel ragazzone bruno di neppure 27 anni, si chiamava…Mark E. Eaton, nato a Westminster, Inglewood, nella California del Sud, sconosciuto all’ambiente fino al “Nba Draft 1982”, scelto addirittura al 4° giro di chiamate dai Jazz di Layden, che ne intravidero il potenziale prettamente “difensivo”…
Una…”sorpresa” della Sorte.
Non capita tutti i giorni, infatti, che un coach di un “community” College (il “Cypress Junior”…), tale Tom Lubin, “sosti” innanzi  ad un’officina qualsiasi, per “scoprire” e conoscere un…“meccanico d’auto” di circa…225 centimetri!!!!
Questo, narra la ”cronaca” di 44 anni fa, anno di grazia 1977, per dire del…”Fato”!
Questa, è la…”sua”, di Storia, il racconto dettagliato di un…”Ritratto” che “transita” tuttora nel cuore del sottoscritto…una “sorta” di “favola fiabesca”.
Quel timido e “precoce” gigante, ex-pallanuotista(?), oltre 275 libbre (…direi ben oltre i…125 chilogrammi !) ben distribuiti su ben…7.4 pollici di altezza, non può che restare nei ricordi “infantili” di noi tutti, irriducibili “Fans” della Nba!!!
“Nessuno ama i Golia!” – chiosò però sempre Chamberlain, a chi gli facesse notare la preferenza di “massa” per un…Jerry West, piuttosto che un Oscar Robertson od un Elgin Baylor,  eleganti e spettacolari atleti ben sotto i due metri, negli anni della giovinezza!...per non parlare delle “critiche” ed i…sorrisini “sprezzanti”!
con l'all star Donovan Mitchell!
Così come, invece, il nostro Wilt “non fece” grazie ad una coincidenza “significativa” rivelatasi in quel dei meandri della palestra di “UCLA”, laddove i “Bruins” si allenavano nei fine Settanta!
La “leggenda camminante” dei Lakers, nel suo “buen retiro” californiano, vide dal vivo…“quel” lungagnone “a disagio” nell’area avversaria, nonostante l’immanente “mole” e la presenza indiscutibile sotto le “plance”!
Minuscoli tizi lo “superavano” in palleggio, le “carambole” lo sovrastavano “fuori tempo” anche se, in quelle rare volte in cui era in grado di “avvinghiarle”, queste “scomparissero” letteralmente nelle gigantesche manone da “manovale” del veicolo! Niente scuse, né piagnistei da…”donnicciole”!
Chamberlain, con immenso rispetto, prese da parte il giovane Ciclope:
“Ascolta, ragazzo:
concentrati esclusivamente sulla protezione del tuo canestro, afferra tutti i rimbalzi che puoi e distribuisci la palla ai tuoi compagni più rapidi e non “snervarti” nel cercare il ferro in attacco contro tipi molto più agili di te!”
Mai suggerimento fu più azzeccato!
Da quel giorno, Mark E., “quel” ragazzone silenzioso e corpulento, non si volse più…indietro, come aveva fatto invece fino a quel momento, rinunciando alla 107esima “scelta” del 1979 da parte dei Phoenix Suns!
L’anno dopo il citatissimo “record di punti” di Jabbar, Eaton infatti,  impone la sua “presenza” nella Lega, compiendo un’impresa a tutt’oggi “imbattuta”!
Il 14 Aprile 1985, si conclude la stagione “regolare”.
Il Colossale Pivot chiude con…456 tiri “respinti”, ben oltre i 396 di Elmore Smith del 1974 (!), facendo registrare ben…5,56 “blocchi” di media per “talco sfregato”, qualcosa di…inconcepibile!
Soprattutto perché, come “dato di fatto”, non abbiamo mai avuto “resoconti” certi dei tempi “dorati” di Russell, Thurmond, Bellamy o Wilt, visto che il conteggio “ufficiale” delle “blocks” fu iniziato dalla Lega soltanto a partire dal 1973! 
“Vedete, il “problema” con Eaton è più complesso di quello che immaginate!” – confessò un giorno l’ala Cliff Levingston, 2 Titoli con Chicago, “ex” pure della Virtus Bologna – “Lui cambia i tuoi tiri quando è in campo. In più cambia i tuoi tiri anche quando non lo è e sta fuori, perché sei talmente abituato nel provare a scavalcarlo quando tiri, che ti dimentichi che lui non è più lì…”
In concreto, Mark viene eletto ”Defensive Player of the Year Award” nell’anno in cui John Stockton esordisce ed il suo “mentore” coach Sloan eredita lo “staff” dei Jazz, trascinandoli per la 2° volta ai “Playoffs”!
Con l’innesto di Malone, proveniente dalla Louisiana, il suo contributo fu esponenziale: “Ragazzi, ormai si può dire!” – ululò il “nano ghiacciato” coach Dan Peterson in TV – “Mark Eaton è un…”fattore” in campo!...devi sempre sapere che c’è, hanno tutti paura di lui, cambia il modo di giocare di ogni squadra…
Con Stockton e Malone sarà un problema anche per i Lakers!”
Per anni, infatti, non solo Utah sarà una garanzia nella Western, ma il Colossale n°53 in casacca “viola/verde/oro” si farà “beffa” degli altri Titani in voga a quell’epoca, dal 2 e 31 Manute Bol, la “matita volante” sudanese in grado anch’egli di superare le 395 “blocks” al ritmo di 4,20 x “contesa”, ai mastodontici Wayne “Tree” Rollins e James Donaldson, eludendo i giovani Ewing ed il 2 e 24 Ralph Sampson, fino all’”astro nascente” Olajuwon, conquistando ben 4 volte (’84,’85, ’87 ed ’88…) la “corona” dei capo-stoppatori del Campionato!
Migliorando successivamente in tutte le fonti statistiche e nel suo gioco in “area”:
un buon gancio “mancino” nel cuore della zona “dipinta” gli rendevano una decina di punti in attacco, i “tap-in” siderali in “tippy toes” (trad –“in punta di piedi”!) mentre il suo nome divenne “sinonimo” di “Re della Stoppata”, gli “aneddoti” difensivi non si contarono più (da “Ha stoppato pure Jordan!” a “Una sera ne mollò…14, di cui 5 consecutive!!”) fino alla “clamorosa” convocazione all’”All-Star Game” del 1989 a Houston, Texas…In quella trionfale occasione, “fiore all’occhiello” di una intera Carriera, ci furono altri due incancellabili eventi:
tre giocatori “nominati” degli Utah Jazz (ripetutosi 32 anni dopo con la “triade” Conley-Mitchell-Gobert!) con Stock e “Mailman”,  il “MVP delle Stelle” consegnato al terrificante Karl da 28 punti!!!
Quindi, in tarda Primavera, fu premiato per la seconda volta “Miglior Difensore” della Lega, a 32 anni. Rappresentò il punto culminante per il nostro Mark.
Una beffarda delusione fu quella di doversi “ritirare” poco tempo prima dell’avvento dello ”Stockton to Malone for Hornacek”, che condusse Utah a ben due Finali contro Jordan! Una sola di Conference e due Semifinali per lo sfortunato Colosso…
Poco tempo dopo difatti, iniziarono i molteplici problemi di “lesioni” a schiena e ginocchia, che rallentarono il suo minutaggio (da più di 30 a poco più di 14…), diminuendo punti (da 8 a 4) e rimbalzi (scesi da 11 a 6…), perfino precipitando nelle sue devastanti “Blocked Shots” fino alle “sole”… 2,5, comunque dato altissimo per chiunque altro!
Mark Eaton “getta la spugna” definitiva al “camp” 1993/94, quando divenne palese l’impossibilità di recuperare da una…malattia degenerativa alle cartilagini.
La sua capacità di stoppare qualsiasi cosa “…lassù, dove solo lui poteva arrivare!”, lo pone al Quarto Posto “All Time” per la somma delle “bloccate” totali (dietro Ola, Dikembe e Kareem!), ma considerando i soli 11 anni di carriera, con comunque 875 gare “ufficiali” e 74 di Playoffs, alla media di 3,5  per partita, la più alta di sempre, è tutt’ora da ritenere “il Più Grande Stoppatore della Storia della Nba!”, senza dubbi. 
“Ritirata” dai Jazz la sua Maglia n°53, eletto nella “Utah Sports Hall of Fame”, 
si trasformò dapprima in noto imprenditore nei “media” locali e nella ristorazione.
Presenza fissa prima al “Salt Lake Palace”, quindi alla “Vivint Arena” come “commentatore”, divenne un riconosciuto benefattore, grazie alla “Nba Cares” e alla “fondazione” creata per bimbi disagiati ed “a rischio”, sempre nello Utah.
A tutto questo, Eaton aggiungeva l’attività di “oratore motivazionale” pubblico.
Venerdì sera 28 Maggio, purtroppo,  il suo nome balza “per l’ultima volta” alla cronaca mondiale, nel sordido andirivieni di “News” vere o presunte:
il 64enne Mark E. sarebbe uscito dalla sua casa di Summit County con la bicicletta per una semplice passeggiata nei dintorni di Park City, senza però fare più ritorno.
L’emittente di zona KUTV parla di alcuni passanti che hanno scoperto il suo corpo disteso lungo il ciglio della “Long Rifle Road”,  a Silver Creek, poco dopo le 20 e 30, senza riprendere coscienza... 
Successivamente, il suo decesso viene confermato dallo sceriffo di contea nell’ospedale di Summit, il quale nega la possibilità che “esista motivo di credere sia coinvolto un altro veicolo”…che non quello di un “malore”, potrei aggiungere. 
Un “incidente” la cui dinamica non è affatto chiara. L’ennesima “beffa” del Destino.
“Abbiamo il cuore spezzato per la scomparsa della nostra leggenda, Mark Eaton!” tuonano i Jazz –“Fondamentale per la solidarietà verso la nostra Comunità!”, a cui si aggiunge Rudy Gobert “ Piango la scomparsa del mio mentore...persona unica e splendido essere umano…mi mancheranno le conversazioni con lui.”  
Un uomo di alta levatura morale, dall’amore condiviso per la sua adorata Teri, sposata nel 1992, ed una famiglia “allargata” (5 figli tra legittimi ed “adottati”) a cui mancherà moltissimo. Dopo Kobe, un altro “colpo basso” alla Lega.
Addio, caro vecchio Mark Eaton, indimenticabile Gigante Buono della Nba, un caloroso ed affettuoso abbraccio da tutti Noi e che il “Riposo Eterno”…ti sia lieve!
 
 
 
g.m.
RosetoSportiva.net 
 

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