Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
NBA Finals
Ognuno di noi, dovrebbe sapere, di non dover mai commettere due errori fatali:
l’uno è quello di “dimenticare” presto, non far tesoro del Passato mantenendo una pur dovuta…”memoria storica” degli avvenimenti, ricordando…bene e in modo approfondito; 
l’altro, ancor più delicato e sfuggente, è in eterno quello del…”dare per scontato” ogni cosa, soprattutto quando si giudica…”il prossimo” o un evento “in divenire”: suggerirei più un…”relativismo possibilista”, così, per…precauzione.
Ebbene, se ci aggiungiamo il solito (ed ormai “ritrito”…) principio di “resilienza”, i suddetti si trasformano in vere e proprie “lezioni di vita” quando, come tutti, ci permettiamo di fare pronostici, criticare, o peggio proferendo i peggiori e definitivi “giudizi”, su questo o quello, nel mondo dello Sport…
Personalmente, il sottoscritto non sopporta più le polemiche, e le conseguenti ed affrettate “condanne”, su ipotetici campioni “perdenti” o “inferiori”, squadre “fallite” e “da rifare”, in giro quotidianamente sui distruttivi e superficiali “Social”!
Spesso testi scritti da giovani inesperti o avventori del minuto, che non conoscono neppure un minimo di storia cestistica, tali “commenti” descrivono  frettolosamente “un mondo”, come quello Nba, complesso e remoto per chiunque, cadendo nella classica trappola della “tradizione italiota” di questi tempi: 
parlare a vanvera di qualcosa di cui si sa poco o nulla!
Ciò accade oggi, in continuazione.
Inutile rispondere a taluni, che anche Bird, Magic e Jordan hanno vinto con altre Leggende accanto, che basterebbe spostare idealmente un Harden ai Warriors o un LeBron a Houston, che il Basket rimane gioco di squadra in 5 sul campo, che infine, non ha senso confrontare epoche, squadre e stelle tra loro…che molto dipende da tempi, episodi, incidenti, errori arbitrali.
Aggiungerei poi, ciò di cui mi sono ormai convinto:
come asserì lo stesso Moravia, quando discutiamo di fatti ed eventi storici, rischiamo di giudicare un…Mito, cioè qualcosa che “pensiamo sia in un certo modo”, un “nostro sogno o desiderio”…
In breve, un preconcetto “ideale” (…si pensi al Mito del “Far-West Americano” ad esempio) il quale, in conclusione, non è altro che una “definizione” del “Mito”, a sua volta di un altro ipotetico “Mito”, per noi trapassato e…misterioso.
Un po' di…cautela nel giudizio, indi, non guasterebbe affatto…
Con tanto di…opinioni “opinabili”.
Curry,Curry,Curry!
Sì, certo.
Tre volte, come i suoi Titoli.
Il numero Tre, che compare sia sulla divisa (n°30) che sulle sue…mani!
Quando esplode le sue inopitate “bombe” sul parquet…
Tre volte gridato  come “inno”, istintivamente, alla ennesima e puntuale rinascita, “From Zero to Hero!” stavolta, dal primo al secondo tempo di una Gara6 immortale per i posteri…non credo, storicamente, a precedenti casi dallo zero assoluto…ai 33 (!!) appunto punti rifilati ai Rockets, innanzi allo sguardo annichilito del mondo intero del Basket!
Tre, il numero perfetto attribuibile a “quel” tiro, considerato “unico e leggendario” persino da Magic Johnson!!!
E poi, noi. Che su quel Tre esiziale, cadiamo sempre.
Ci eravamo semplicemente “dimenticati”, ecco l’arcano, del…più grande tiratore di tutti i tempi!!!
Un campione unico nel suo genere che…diventa stratosferico, senza pari, quando…”conta”!
Chi ricorda, solamente, gli ultimi secondi di…Gara 1 della suddetta Serie di Semifinale? Nessuno. 
Steph era …allo sbando!
Grazie al solito Durant dominante, i Warriors però avevano retto fino all’ultimo contro tarantolati Rockets!
Con il suo 2/9 dal perimetro, l’ex-Mvp languiva in attacco…
Ma ecco che, all’ennesimo “giro di valzer” finale, sull’ultimo possesso utile, il pallone finiva nei suoi imprevedibili polpastrelli:
una bomba che concede il +4 dal centro frontale destro e tronca le speranze di Houston…
LeBron James, sconfitto anch’egli per…tre volte dai GSW, si appella di nuovo alla “celeberrima” di coach Tomjanovich, tornando “al cecio” sulla sottovalutazione di un Campione.
D-Wade va oltre, centrando il limite di Media, Stampa e Tifosi, chiede rispetto per Steph, riconoscendo la sua generosità per la squadra, l’altruismo in campo, sacrificando il proprio, intatto talento!
Molto più semplicemente, Golden State rimane la più forte:
KD viene isolato “one on one” sul lato forte e provvisto di 25/30 tiri a partita, per segnare i suoi 35/40 punti nei Playoffs!
Esiste, ce l’hanno loro, lo sfruttano per quello che è diventato:
una…”macchina da canestri”, infallibile e costante, in entrata, dalla media, ora anche dal perimetro, da ogni dove.
Molto più di Barba Harden, Demon Lillard o il Klaw Leonard di cui parleremo…
Niente può fermarlo, escluso uno stiramento del polpaccio!
Steph, così come il magnifico Thompson e qualcun altro, l’inaspettato attaccante “Iggy” Iguodala, lo osservano, si muovono di conseguenza in “back/door” o in “go out”, sorprendendo le difese altrui, possedendo e tirando meno il pallone ma, soprattutto, difendendo alla morte, grazie al solito Dray Green…insopportabile e ossessionante.
Nulla è…casuale, per Kerr, pur restando la logica dell’uno contro uno, del “catch & shoot” di cui sono maestri, la totale “libertà” a tutto campo!
Un vero, naturale…Small Ball! L’originale, direi.
Ed ecco, il buco di….Memoria.
Cosa accade, se il Divino Kevin torna mestamente nella---Locker room dei Warriors??
Si va nel panico, si smette di giocare, si prova a continuare alla buona???
No, cari amici….
Riparte semplicemente “il Sistema”, i vecchi “Splash Brothers” tornano “automaticamente” a giocare come nel…2015 (!!??), girano e rigirano per il parquet, coprendo ogni spazio, gigioneggiando e esaltandosi come nel loro Passato Trionfale!!!! Mmmhhh….
Ed il talento torna a serpeggiare nelle vene di Steph, il quale, magicamente, si ritrasforma in “supereroe” con il suo stupefacente “ball-handling”, rimettendosi le sfolgoranti vesti della meravigliosa creatura che è sempre stata!!!
Merito alla sua umiltà verso KD, ai benemeriti di quest’ultimo, che si è saputo adattare ai meccanismi del geniale Steve Kerr!
In breve, se uno, che si può chiamare anche…Cousins, segna e produce di meno, non vuol dire che non sia più lo stesso o in declino…
Questo varrebbe per i pressapochisti o i neofiti.
Non per i campioni della Nba.
Firmato: Wardell Stephen Curry! - Bay Area.
Nba Analytics Finals!
“Prima o poi, li prenderemo a calci noi!” -
Parole y musica dell’owner Tilman Fertitta, a cui consiglio di rivedere il “suo” mercato e di parlare meno, facendo acquisti per rinforzare Houston, anche al soldo della “Luxury tax”, viste le precedenti cessioni e “sviste” (vedasi Ariza ed il 76ers Ennis, peraltro ottimo…).
Gli stimabili Barba e CP3 avranno il ….”loro tempo”, comunque, grazie pure al pilastro (incedibile) P.J. Tucker, travolgente rimbalzista ed indemoniato motore difensivo. Vedremo.
Denver ha fatto il massimo, per ora, grazie a coach Malone potranno contare sul “totem” Jokic’, ancora giovane, acerbo e futuribile…
Questo, in ottica “Demon-Dame”, cioè quel Damian Lillard “eroe” del primo Turno che, al pari di Steph, ha permesso l’esplosione puntuale, nelle due gare decisive, del “mid-ranger” C.J. McCollum, talento…Anni ’80!!!
Nonostante l’incontro tra i fratelli Curry, la sfida con Portland ha il sapore di…”apologo/epilogo” sulla Dinastia Warriors!
Poche, pochissime…le chances di un team, comunque limitato, con due terrificanti “shooters”, in previsione KD, se non pure Cousins!!!
Sull’altra Costa, al di là della leggendaria impresa di Kawhi Leonard in Gara7, uno che si permette ben…39 tiri senza il “batter-ciglio” neppure del suo coach, scoccando l’ultimo - “mai visto in 70 anni di Lega” - al “buzzer-beater”, che carambola ben 4 volte sul ferro, sono i due “immaturi” Sixers ad averla buttata nel…cestino!
Palese l’insicurezza di Simmons, a cui non manca il talento, ma incapace di prendere coraggio nella “crisi” di tiro, senza averne in faretra, è il nuovo o presunto Olajuwon a dover fare ammenda:
inaccettabile che si impigrisca sul perimetro, provando e…fallendo ossessivamente in scelte da “esterno”, senza imporre presenza, statura e peso, avvantaggiando un granitico Gasol! Un 2,12 come Embiid deve obbligatoriamente posizionarsi in “post-basso”, perlomeno nei momenti decisivi, per cercare facili appoggi, ganci e semi-ganci, caricando di falli gli avversari: in tal modo, i 76ers sarebbero stati in sicuro vantaggio, rendendo vano il…”miracolo” accorso di un Leonard comunque inarrestabile!
Se “scelta tattica” di un Brett Brown ammirevole, ecco che allora si dovrebbe ridiscutere anche la sua posizione e lo “staff” per il futuro.
E…Antetokounmpo o Leonard che siano, saranno i favolosi Warriors a dettare ancora legge. Con una postilla dovuta:
ha ragione LeBron, riguardo alle “statistiche avanzate”, le cosiddette “Analytics” del “Moreyball”-pensiero, cioè la certezza, in questo caso del Daryl Morey general-manager dei Rockets, che tutto, atleti, gare e vittorie, dipendano esclusivamente da “Dati” e “Numeri”…
Anche l’Umanità della Nba, seppur “incredibile” e “superdotata”, è…viva ed incontrovertibile, presente ed imprevedibile come nell’esistenza di tutti noi. Ci sarà sempre un Lillard, un Durant, un Leonard, che sovvertirà pronostici e risultati, compiendo l’impossibile, nell’espletazione del suo “libero arbitrio”…
Mentre uno Steph, quatto-quatto…si preparerà per colpire! 
Siatene certi.
Of course.

 
g.m.
RosetoSportiva.net